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I ricercatori dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, hanno esaminato 250 partecipanti in sovrappeso ma in buone condizioni di salute che hanno scelto uno tra tre piani dietetici: la dieta mediterranea, la dieta “paleo” e il digiuno intermittente. Essi hanno quindi confrontato il modo in cui i partecipanti sono stati in grado di attenersi alla dieta selezionata per 12 mesi, utilizzando un’app per il conteggio delle calorie e l’auto-pesatura quotidiana, con il peso e il grasso corporeo di ciascuno misurati all’inizio e alla fine dello studio.

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Solo tra il 35 e il 57% dei partecipanti, a seconda della dieta selezionata, è stato in grado di seguire la dieta per l’intero anno, secondo un recente studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. Mentre tutti i partecipanti hanno mostrato piccole perdite di peso e di grasso corporeo alla fine dello studio, alcuni hanno fatto registrare una perdita di peso più significativa rispetto ad altri. Il digiuno ad intermittenza è risultata la dieta che garantisce la perdita di peso più rilevante per le persone che vi hanno fatto ricorso, ma i ricercatori fanno notare che è una dieta più difficile da seguire assiduamente rispetto alla dieta mediterranea.

 

La dieta a digiuno intermittente ha fatto registrare la più costante perdita di peso, ma anche le maggiori difficoltà a seguirla per oltre un anno

I partecipanti che hanno seguito la dieta mediterranea hanno consumato molta frutta, verdura, cereali integrali, noci, semi e olio d’oliva, insieme a pesce, uova, pollame e latticini, questi ultimi in quantità moderata. Essi hanno consumato carne rossa una volta alla settimana o anche meno, insieme ad un bicchiere di vino ogni giorno, ma hanno dovuto evitare cibi come burro e le bevande zuccherate. Lo studio ha messo in evidenza che circa la metà dei partecipanti alla dieta mediterranea è stata in grado di seguirla per un anno intero.

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In coloro che non lo hanno fatto, i ricercatori hanno invece scoperto che il problema dovevano essere i cibi lavorati: solo un terzo di essi era in grado di eliminare dalla dieta carni lavorate e cereali raffinati. Al contrario, la maggior parte dei partecipanti non ha avuto problemi con altri cibi tipicamente collocabili nella dieta mediterranea, come olio d’oliva, noci e semi, nonchè carne rossa.

 

Quando si tratta di alimentazione è quindi sempre difficile trovare un soddisfacente punto di equilibrio

Le persone che invece hanno seguito una dieta Paleo si sono concentrate sul consumo di cibi integrali, come frutta e verdura, ma hanno anche mangiato molti prodotti di origine animale, come burro, latte di cocco e olio d’oliva. La dieta prevedeva anche moderate quantità di noci, semi, latticini e legumi ma limitando il consumo di cereali e di zucchero. Solo un terzo di essi è stato in grado di attenersi ad essa. Lo studio ha quindi rilevato che le persone che hanno seguito la dieta Paleo hanno consumato più grassi e meno carboidrati, evitando bevande zuccherate.

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Quelli che hanno seguito il digiuno intermittente potevano invece mangiare ciò che desideravano cinque giorni alla settimana, ma negli altri due giorni erano vincolati ad assumere un certo numero di calorie giornaliere: 600 al giorno per gli uomini e 500 per le donne. I ricercatori hanno scoperto che i partecipanti erano i soli a perdere peso costantemente durante il periodo di 12 mesi. Durante il digiuno, tuttavia, i partecipanti hanno consumato meno calorie e hanno avuto difficoltà a rispettare il limite delle 500-600 calorie al giorno per tutto il periodo dello studio.