incubi

Gli incubi sono un’esperienza che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita. Ci si sveglia, spesso nel cuore della notte, con la fronte madida di sudore, brividi lungo la schiena e il cuore che batte come un martello pneumatico, tale è l’inquietudine che alcuni di questi particolari sogni possono infondere in noi. Ma c’è un modo di evitare o addirittura interrompere questi brutti sogni proprio mentre si stanno verificando? Una ricerca potrebbe aver trovato forse una risposta.

 

Gli incubi sono parte dell’esperienza umana e possono scaturire da diversi fattori

La ricerca è ancora ai primordi, ma alcuni studi suggeriscono che le persone che riescono a dominare i sogni lucidi, ovvero la capacità di mantenere la propria consapevolezza durante i sogni e persino controllarli senza svegliarsi, potrebbero essere la risposta. Gli incubi fanno parte dell’esperienza umana, ma i medici in genere non li considerano un problema, nonostante esistano alcune opzioni per chi ne soffre abitualmente. Questi possono derivare da un disturbo del sonno, figlio a sua volta di traumi o stress.

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Per curare il “disturbo da incubi” esistono tuttavia una serie di farmaci e terapie.  L’American Academy of Sleep Medicine ha analizzato la ricerca sul trattamento del disturbo da incubo nel 2010. “Gli incubi sono infatti fenomeni molto complessi e i ricercatori faticano a comprenderli a fondo“, ha affermato la dottoressa Rachel Salas, esperta di disturbi del sonno e professore di neurologia alla Johns Hopkins Medicine di Baltimora. “Quello che sappiamo è che le persone tendono ad avere diversi tipi di incubi in diversi momenti durante il ciclo del sonno“.

 

Fondamentale è conoscere la fase più delicata del sonno: la fase REM

Molti sogni si verificano nella fase del sonno chiamata REM (Rapid Eye Movement). “È più probabile che questa fase induca sogni in cui facciamo cose che normalmente non facciamo, come volare“, ha aggiunto Salas. Le scansioni mostrano che il cervello delle persone che dormono durante la fase REM è attivo in maniera molto simile al cervello delle persone sveglie. Le persone in genere iniziano il sonno REM circa 90 minuti dopo essersi addormentati e, in un certo senso, un corpo che entra nel sonno REM è ancora sveglio; la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna aumentano.

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Durante tale fase del sonno, il corpo entra in uno stato di attività come se fosse sempre pronto a muoversi, ma l’uomo ha sviluppato un meccanismo per proteggersi da eventuali movimenti inconsulti: “Quando entriamo nel sonno REM, la nostra attività muscolare diminuisce“, ha detto Salas. “Altrimenti, sarebbe come se mimassimo i nostri stessi sogni mentre dormiamo“. È possibile quindi fare sogni lucidi, ma non ci sono prove sufficienti per stabilire che la terapia induttiva dei sogni lucidi sia una pratica medica sicura. La ricerca pubblicata nell’ultimo decennio tuttavia potrebbe aiutare le persone che soffrono di incubi ricorrenti.

 

Imparare a indurre sogni lucidi potrebbe essere la chiave per controllarli ed eventualmente “scappare” da quelli spiacevoli

Questa “strategia” è tuttavia spiegata dal dottor Sergio Arthuro Mota-Rolim, ricercatore presso l’Università Federale del Rio Grande do Norte a Natal, Brasile. Innanzitutto, si dovrebbe impostare una sveglia circa 30 minuti prima dell’orario in cui ci si sveglia normalmente; quando la sveglia suona, non bisogna però alzarsi. Piuttosto, bisognerebbe continuare incessantemente a pensare di trovarsi in un sogno lucido, man mano che ci si riaddormenta. “Questo metodo non è una garanzia, ma ciò potrebbe aumentare le probabilità che un sogno lucido si verifichi“, ha detto Arthuro.

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Se riesci a capire di essere in un incubo, il modo più semplice per fermarlo è svegliarti“, disse Arthuro. “Ma alcune prove suggeriscono che è possibile rimanere nell’incubo eliminando la paura arrivando a comprendere che non si corre alcun pericolo concreto“, aggiunge Arthuro. Alcuni partecipanti allo studio hanno persino riferito di essere riusciti a trasformare un incubo in un sogno più piacevole.