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L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) sta cercando persone che fungano da cavie per un nuovo studio molto particolare. Si tratta infatti di restare immersi in una vasca da bagno per una settimana e dovrebbe tenersi entro la fine dell’anno presso l’Institute for Space Medicine and Physiology di Tolosa, in Francia. L’ESA cerca in particolare 20 donne che restino immerse per almeno cinque giorni in una vasca in immersionea secco“, per testare gli effetti dell’assenza di gravità sul corpo umano.

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Immersione “a secco” significa che i partecipanti si trovano nella vasca da bagno ma adagiati su di un telo impermeabile, quindi non si bagneranno in alcun modo. Spiegando l’esperimento, l’ESA ha dichiarato: “Gli studi sull’immersione a secco hanno l’effetto di aumentare la pressione sul corpo, essendo i volontari supportati e sospesi uniformemente nella vasca, una condizione questa che imita l’esperienza degli astronauti fluttuano sulla Stazione Spaziale Internazionale“.

 

L’ESA ha dichiarato di ricevere migliaia di adesioni al giorno, ma avverte: “Non si tratta di un gioco”

L’ESA sottolinea che si tratta in ogni caso di uno studio scientifico estremamente serio e rigoroso, non di una settimana di vacanza. Il leader del team dei voli spaziali umani dell’ESA, Jennifer Ngo-Anh, ha dichiarato: “Riceviamo molte richieste di volontariato per questi studi, ma ci tengo a sottolineare che non si tratta di un gioco. Stare sdraiati a letto sembra divertente ma il divertimento svanisce molto rapidamente, specialmente quando viene prelevato il sangue e sono coinvolte biopsie muscolari“.

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Non è ancora noto quanto i partecipanti saranno pagati per partecipare all’esperimento, gli iscritti dovranno sottoporsi a dei test attitudinali che mostrino la loro idoneità a prendervi parte. In precedenza, la NASA è arrivata a pagare circa 15.000 dollari per far trascorrere alle “cavie” 89 giorni a letto, come parte degli studi sul riposo a gravità artificiale. La NASA ha spiegato in merito: “I risultati dello studio aiutano gli scienziati a sviluppare contromisure più efficaci o misure preventive, in modo che gli astronauti sulla Stazione spaziale non debbano trascorrere gran parte della giornata a fare sport“.