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I resti di un uccello congelato erano così ben conservati che i cacciatori di fossili pensavano fosse morto solo da pochi giorni, mentre in realtà risalirebbe a circa 46.000 anni fa, ossia ad un periodo corrispondente all’ultima era glaciale. L’esemplare, un antenato della moderna allodola cornuta, è stato trovato conservato nel permafrost in un tunnel minerario vicino al villaggio di Belaya Gora, nella Siberia nord-orientale.

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“Icebird”, come lo hanno soprannominato i ricercatori, era un esemplare di sesso femminile e si pensa possa essere uno dei primi, se non il primo, esempi documentati di un uccello congelato risalente all’era glaciale nella zona. I ricercatori ritengono che l’animale probabilmente sia deceduto forse per cause naturali prima di congelarsi, cosa che gli avrebbe impedito di decomporsi nel corso dei millenni. Il paleontologo Love Dalen, del Museo svedese di storia naturale, ha studiato l’esemplare di uccello dopo che è stato dissotterrato da alcuni cacciatori di fossili locali.

 

L’uccello, soprannominato Icebird dai ricercatori, è il primo esemplare di volatile risalente all’era glaciale rinvenuto nella zona

La carcassa congelata era sepolta a circa sette metri di profondità. Il professor Dalen e il suo collega Nicolas Dussex, del Center for Paleaeetics di Stoccolma, hanno analizzato attentamente i resti nel loro laboratorio. La datazione al radiocarbonio ha rivelato che l’uccello visse circa 46.000 anni fa e il team lo ha identificato come un antenato dell’odierna cornuta moderna, Eremophila alpestris. Inizialmente, i ricercatori non erano stati in grado di determinare che specie di uccello fosse, pensando che potesse trattarsi di un tordo o di un’allodola.

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Questa scoperta implica che i cambiamenti climatici avvenuti alla fine dell’ultima era glaciale hanno portato alla formazione di nuove sottospecie“, ha detto il professor Dalen. Il team ipotizza che l’animale non sia morto di morte violenta in quanto non presenta segni evidenti di colluttazione, aggiungendo che probabilmente il congelamento è avvenuto molto rapidamente. “Il fatto che un esemplare così piccolo e fragile ci sia arrivato quasi intatto suggerisce anche che i sedimenti di terreno devono essersi depositati gradualmente“, ha detto il dottor Dussex.