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I numeri ufficiali parlano di 157 casi di persone contagiate in Italia dal coronavirus e di fatto siamo diventati il terzo paese al mondo come numero dopo la Cina, 79.630, e la Corea del Sud, 763 e in crescita. Dietro di noi il Giappone con 147 casi mentre il primo paese europeo a seguire rimane la Germania con 16.

Il maggiore numero di casi per regione rimane la Lombardia, a seguire il Veneto e poi casi isolati in Toscana, Trentino, Emilia Romagna e i casi già noti di Roma. Se da un lato viene continuamente sottolineato come il virus sia poco più pericoloso di una normale influenza stagionale, il che è vero, l’obiettivo rimane comunque evitare di un maggiore contagio.

Mentre il governo è al lavoro per cercare di stabilizzare la situazione, l’aspetto più difficile non avendo idea della reale entità del contagio, l’Europa osserva. La volontà di bloccare i confini con l’Italia non sembra essere concreta, ma sia la Francia e che l’Austria hanno intensificato i controlli.

 

Coronavirus e Italia

L’isteria di massa non è giustificata. Il problema principale attualmente riguarda l’incapacità di inquadrare la situazione. Il fatto che il numero di casi ufficiali sia salito da 3 a 157 in tre giorni ha scatenato il panico. Un tale aumento di casi non è dovuto a un’improvvisa propagazione del virus, ma semplicemente è dovuto a tutti i controlli extra che sono stati fatti.

Le autorità sanitarie hanno fatto più di 3.000 tamponi agli abitanti delle zone interessate e 150 sono risultati positivi. Come molti esperti sottolineano, è possibile che in realtà anche in altri paesi, soprattutto Germania e Francia, la situazione sia la stessa con la differenza che non sono stati fatti controlli alla popolazione.

Prima di questo aumento dei numeri, l’Italia era il paese che più di tutti stava mettendo in piedi misure di controllo severe. Nonostante questo, sono bastati ipoteticamente due pazienti 0 per creare la situazione che abbiamo tutt’ora sotto gli occhi.