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Il nostro amato gatto domestico si può trasformare da una coccolosa palla di pelo, a un demone assetato di sangue. Questo cambiamento lo si può sperimentare facilmente nel momento in cui si deve portarlo dal veterinario. Alcuni ricercatori hanno provato a trovare una soluzione a tutto questo. Sembra che ci siano riusciti.

Uno studio pubblicato di recente ha preso in esame l’uso della musica per calmare i gatti. L’idea di base è la stessa usata per la musicoterapia con l’uomo. Diverse ricerche hanno evidenziato come c’è una serie di benefici sia dal punto di vista delle funzioni motorie, che in quelle cognitive.

Secondo lo studio, i gatti in anestesia generale rimangono fisiologicamente più sensibili alla musica. Gli effetti positivi maggiori sono stati riscontrati nella musica classica. Andando anche oltre, un altro studio ha provato a ricreare una musica pensata per i gatti facendo riferimento agli effetti sull’uomo.

 

Il gatto e la musica

I brani che presentano degli effetti positivi sull’uomo sono caratterizzati da un ritmo molto simile alla frequenza cardiaca media di un soggetto a risposo. Seguendo lo stesso principio, si sono creati dei brani dedicati ai gatti usando anche suoni come le fusa.

I diversi esperimenti sonori condotti su alcuni esemplari di gatto hanno evidenziato l’influenza che ha la musica. I livelli di stress sono stati ridotti. Una scoperta che potrebbe aprire nuove frontiere sia per certi trattamenti con animali traumatizzati, ma anche semplicemente per calmarmi una volta dal veterinario, esperienza quasi sempre turbolenta.

Il video qui sotto è un esempio di musica composta apposta per i gatti: