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La neve ha assunto un inquietante colore rosso sangue nella zona circostante una stazione di ricerca ucraina in Antartide a causa di un particolare tipo di alghe ritenute coinvolte in diversi fenomeni legati ai cambiamenti climatici. Per diverse settimane infatti, gli scienziati impegnati presso la base di ricerca di Vernadsky, in Antartide, sono stati circondati da quella che hanno scherzosamente definito “neve al lampone”. Le immagini rilasciate dal Ministero dell’Istruzione e della Scienza ucraino hanno mostrato il fenomeno, forse causato da microscopiche alghe presenti nella neve che si formano quando ricorrono particolari condizioni meteorologiche durante i mesi estivi.

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Il Ministero ha spiegato che le alghe sono in grado di sopravvivere alle temperature estreme durante l’inverno antartico e iniziano a crescere quando in estate le temperature diventano più calde, ossia tra ottobre e febbraio. Le alghe in questione presentano uno strato di carotene dal caratteristico colore rosso che è utile a proteggerle dalle radiazioni ultraviolette, formando macchie rosse sulla neve. Questa curiosa neve rossa, quindi, ha una sua influenza sull’incedere dei cambiamenti climatici proprio a causa del suo colore più scuro, ha aggiunto il Ministero.

 

Il colore rosso della neve è dovuto alla presenza di alghe microscopiche

A causa del colore rosso delle alghe, la neve riflette meno luce solare e si scioglie più velocemente“, si legge in un post della pagina Facebook del Ministero stesso. Quando le temperature si abbassano nuovamente nei mesi invernali, le alghe, il cui nome scientifico è Chlamydomonas nivalis, diventano inattive e la tinta rossa scompare. Il fenomeno, quindi assolutamente di origine naturale, può essere osservato nell’Artico, sulle Alpi e in altri ecosistemi di alta montagna, nonché in Antartide.

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Proprio in questi mesi, il continente antartico è stato interessato da un’ondata di calore che ha fatto registrare un aumento di temperatura nella zona a circa 18.3 gradi, la più alta mai registrata in Antartide. Le immagini rilasciate dalla NASA hanno infatti rivelato che quasi un quarto dell’intero manto nevoso di un’isola antartica è stato sciolto proprio a causa di questo intenso periodo di caldo. “Non ho mai visto specchi d’acqua da fusione svilupparsi così rapidamente in Antartide“, ha detto Mauri Pelto, geologo del Nichols College nel Massachusetts.