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Dall’Australia arriva un rapporto incoraggiante per quanto riguarda un futuro fatto di energia pulita ad alta efficienza e sicura. Si sta parlando di una nuova tecnologia di fusione nucleare che potrebbe essere pronta tra cinque anni. A farcelo sapere sono i ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud.

Il loro progetto si basa sull’utilizzo di laser per fondere atomi di idrogeno e boro. Questa operazione produrre particelle ad alta energia la cui potenza può essere usata per generare energia elettrica. Il problema più grande dietro questa idea riguarda la creazione di un impianto in grado di reggere il processo.

Nel momento in cui i ricercatori riusciranno a replicare tale funzionamento in laboratorio allora si potrà pensare di costruire centrali basate su questa tecnologia. Verrebbe prodotta energia quasi illimitata e al tempo stesso ci sarebbero emissioni di carbonio quasi pari a zero.

 

Fusione nucleare: l’ostacolo

Per riuscire ad avere una reazione simile bisognerebbe creare qualcosa in grado di contenere il plasma prodotto dalla reazione a 100.000.000 °C. Per riuscirsi verrebbe usato un campo magnetico prodotto da delle bobine; il campo risulterebbe un milione di volte più forte di quello presente naturalmente intorno alla Terra.

Esperimenti del genere sono già portati a termine con successo, il problema è che l’energia richiesta per raggiungere la temperatura sopracitata è maggiore di quella prodotta. Usando l’idrogeno invece, si creerebbe una reazione più efficiente tanto da produrre cinque volte l’energia usata in partenza.

In ogni caso, il progetto continua ad andare avanti e potremmo vedere i primi risultati positivi entro cinque anni, o poco più. Anche se ci mettessero il doppio, con una tecnologia simile si potrebbero abbattere le emissioni dovute alla produzione di corrente elettrica.