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C’è uno strumento che ormai teniamo in mano in ogni momento del giorno, e magari pure della notte. Si tratta degli smartphone, dei vettori di sporcizia che a volte ci si scorda della capacità che hanno di attrarre batteri e altro ancora. Per esempio, uno studio del 2011, vecchio di nove anni ma comunque assolutamente valido, ha dimostrato che ci si può trovare del materiale fecale con un’incidenza spaventosa, 1 ogni 6.

Non è l’unico studio che ha preso in esame gli smartphone, ce ne sono stati tanti negli ultimi anni. Considerando la situazione attuale, l’allerta coronavirus, forse sarebbe importante ricordare tale aspetto. Disinfettare le mani è sicuramente importante, inutile se poi mettiamo le mani ogni due secondi sui nostri amati device.

 

Smartphone e sporcizia

Le parole di un autore di uno dei vari studi, Charles Gerba: “Tocchiamo più superfici di qualsiasi generazione nella storia, dai bancomat agli sportelli automatici. Quindi raccogli sempre i germi sulle mani e sulle dita, li metti sul cellulare e li avvicini al naso, alla bocca o agli occhi. I telefoni cellulari sono ora dispositivi germinali mobili. Ti prende un germe in mano e usi il tuo telefono. Poi vai a lavarti le mani più tardi, ma i germi sono ancora sul tuo telefono.”

In sostanza, se in questo periodo particolare ci si sente particolarmente in vena di tenere tutto pulito, bisognerebbe dedicare molto più tempo anche allo smartphone e non come utilizzo. Di modi per pulirli ce ne sono molti, alcuni più semplici di altri. Per alcuni si può tranquillamente usare l’acqua, ma vale solo per quelli che presentano una resistenza all’acqua certificata. Per gli altri bastano semplici panni in microfibra, tamponi di cotone o anche guanti per la pulizia.