asteroide

Un colossale asteroide, dalle dimensioni paragonabili ad una montagna, sfiorerà la Terra il prossimo mese. Soprannominato OR2, la gigantesca roccia spaziale sarà così grande che sarà possibile osservarlo mentre attraversa i cieli nella giornata del prossimo 29 aprile. La NASA lo ha peraltro classificato come “potenzialmente pericoloso”, anche se gli esperti non ritengono che esso possa colpire il nostro pianeta.

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Infatti, si prevede che OR2 sorvolerà i cieli terrestri in tutta sicurezza ad una distanza di oltre 4 milioni di chilometri, circa 17 volte la distanza dalla Terra alla Luna. Potrebbe sembrare una distanza enorme, ma è abbastanza vicino da essere classificato come un NEO (“Near Earth Object“), ragion per cui gli scienziati non cessano di tenerlo d’occhio. Con un diametro di quasi 3 chilometri, l’asteroide è più alto del Monte Fuji, in Giappone, cosa che lo rende abbastanza grande da poter essere individuato con un telescopio in una notte serena.

 

La NASA tiene costantemente sotto controllo l’asteroide, ma non sarebbe pericoloso per la Terra

A prima vista, l’asteroide sembrerà una stella che si muove lentamente, mentre in realtà sta sfrecciando proprio sulle nostre teste. Gli astronomi stanno attualmente seguendo quasi 2000 asteroidi, comete e altri oggetti che minacciano il nostro pianeta, mentre ogni giorno ne vengono trovati di nuovi. La Terra non risulta a rischio di impatto con un asteroide di queste dimensioni fin dall’evento che ha spazzato via i dinosauri, 66 milioni di anni fa. Tuttavia, oggetti più piccoli in grado di distruggere un’intera città non sono un fenomeno così irrealistico.

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Fortunatamente, la NASA crede che nessuno dei NEO studiati sia in rotta di collisione con il nostro pianeta. Questo è però uno scenario che potrebbe cambiare nei prossimi mesi o anni, poiché l’agenzia spaziale rivede costantemente le traiettorie di questi oggetti. “La NASA non conosce di asteroidi o comete attualmente in rotta di collisione con la Terra, quindi la probabilità di una grande collisione è piuttosto bassa“, afferma l’agenzia spaziale americana.