Custodita in una teca del museo di San Lazzaro, nel Monastero dell’Isola di San Lazzaro degli Armeni, assieme ad alcuni oggetti medioevali, vi è nascosto un tesoro ben più antico. Ad accorgersene è stata Vittoria Dall’Armellina, dottoranda dell’Università di Ca’ Foscari, che durante una visita al museo si è resa conto che poteva trattarsi di una spada di 5000 anni fa.

Le somiglianze con le antiche spade anatoliche

La spada infatti somiglia molto ad alcune armi risalenti a quel periodo e rinvenute nel Palazzo Reale di Arslantepe, nell’Anatolia Orientale. Potrebbe dunque trattarsi di una delle armi più antiche al mondo. Un’altra spada davvero molto simile a quella di San Lazzaro, si trova infatti al museo di Tokat in Turchia e proviene dalla regione di Sivas. Per questo motivo la ricercatrice italiana, dopo aver appurato che la spada non faceva parte di nessuno dei cataloghi del vicino oriente, ha deciso di approfondire le indagini.

Le indagini, svolte con la supervisione della professoressa di Archeologia del Dipartimento di Studi Umanistici e suo supervisore dottorale, hanno confermato che la spada è molto simile, non solo nella forma ma anche nella composizione chimica, a quelle che risalgono al 3000 a. C. e provengono dalla zona dell’Anatolia.

Le analisi sulla composizione della lega metallica sono state eseguite in collaborazione con la professoressa Ivana Angelini e il Centro Interdipartimentale di Ricerca Studio e Conservazione dei Beni Archeologici, Architettonici e Storico-Artistici (Ciba) dell’Università di Padova. Dalle analisi è emerso che la spada è composta di rame arsenicato, una lega di rame e stagno il cui utilizzo era diffuso prima dell’avvento del bronzo.

La grande somiglianza con le spade di Arslantepe e la composizione del metallo hanno permesso di datare il reperto di San Lazzaro ad un periodo tra la fine del IV e l’inizio del III millennio a.C.. È stato anche confermato che si tratti di un reperto molto raro.

Ma come è giunta a San Lazzaro questa spada di 5000 anni fa?

Tutt’altra storia è il mistero di come la spada sia giunta al monastero di San Lazzaro. Grazie alla consulenza di Padre Serafino Jamourlian, del Monastero Mechitarista di San Lazzaro è stato possibile risalire ad una parte della storia della spada. Consultando gli archivi del museo è emerso che la spada giunse a Venezia dalla città di Trebisonda, come dono di Yervant Khorasandjian, un mercante e collezionista d’arte, ai Padri Armeni, nella metà dell’Ottocento.