meteora

Non è insolito che le meteore illuminino i cieli notturni sui desolati paesaggi dell’Australia sud-occidentale. Ma la palla di fuoco del 7 luglio 2017 è stata qualcosa di diverso: per un minuto e mezzo essa ha continuato a bruciare, finche l’oggetto celeste non ha tracciato una scia luminosa nel cielo lunga quanto il Texas, prima di sbiadire. Molte meteore si disintegrano nella nostra atmosfera mentre altre rallentano fino a schiantarsi sul terreno, ma dopo il suo “spettacolo pirotecnico” la meteora del 2017 ha continuato a viaggiare.

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Secondo gli scienziati, la sua destinazione è Giove, che non raggiungerà prima del 2025. “Dopo essere entrata in contatto con la gravità del gigante gassoso, molto probabilmente la meteora sarà spedita nuovamente nello spazio profondo“, ha affermato Patrick Shober, studente laureato alla Curtin University, nell’Australia occidentale, che ha guidato un team che ha studiato il evento. La meteora protagonista dell’evento del 2017 costituisce un raro tipo di meteoroide che colpisce l’atmosfera terrestre da un angolo basso, per poi scivolare in modo simile ad una pietra che rimbalza su uno specchio d’acqua.

 

La meteora è diretta verso Giove e tra circa mezzo milione di anni verrà espulsa dal nostro sistema solare

Il team di Shober stima che la meteora dell’evento sia entrata nell’atmosfera, ma essendo molto piccola ha brillato molto intensamente. Il prolungato tempo dell’evento, inoltre, sarebbe da attribuire al fatto di aver viaggiato ad altitudini talmente basse da “rimbalzare” più volte sull’atmosfera. Triangolando la sua traiettoria da più posizioni, Shober ha rintracciato la palla di fuoco nella cintura di asteroidi tra Marte e Giove; quando ha raggiunto la Terra infatti, il nostro pianeta le avrebbe dato una “spinta” in più.

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Per quanto riguarda il meteoroide australiano quindi, le simulazioni suggeriscono che una serie di “incontri” ripetuti con Giove probabilmente lo espellerà dal nostro sistema solare tra almeno mezzo milione di anni. Questo lascia gli astronomi in attesa della prossima palla di fuoco: i telescopi eseguiranno presto accurate scansioni di circa il 2% dell’intero spazio cosmico conosciuto.