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Alla fine il governo cinese ha deciso di revocare la quarantena per Wuhan, il capoluogo della provincia Hubei, la città identificata come l’epicentro della pandemia di coronavirus. La città con 11 milioni di abitanti, 20 se contiamo anche tutte le città limitrofe che sono praticamente attaccate, è stata separata dal resto del paese per 76 giorni anche se da qualche giorno le misure restrittive erano man mano state allentate.

Da adesso, i cittadini saranno liberi di lasciare la città a proprio piacimento. Gli ingressi autostradali sono stati riaperti così come gli aeroporti e le stazioni dei treni. Secondo le autorità, solo nella giornata di oggi decine di migliaia di persone si muoveranno dirette verso i principali centri di produzione.

 

Wuhan: ritorno alla normalità, quasi

Ovviamente alcune misure restrittive rimarranno attive. C’è comunque la paura di un possibile ritorno del virus. Attualmente i pochi casi che vengono registrati ogni giorno sono per la quasi totalità persone provenienti da altri paesi, anche se di recente una contea è stata messa in quarantena preventiva.

Nel resto del mondo c’è comunque preoccupazione in merito. I numeri ufficiali rilasciati dalle autorità cinese non sono mai stati visti come quelli reali. Si teme che a fronte di un tentativo di non far crollare l’economia, ci sia stato un occultamento della reale proporzione del contagio all’interno del paese.

Apparentemente, a livello ufficiale, allo stato attuale delle cose la Cina sta cercando solamente i casi asintomatici come a indicare che di cavi gravi non ce ne sono più. Difficile capire cosa sia successo realmente nel paese, ma soprattutto a Wuhan.