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Apparentemente, se vogliamo dare credito ai numeri ufficiali riportati dalle autorità cinesi, il coronavirus in Cina è praticamente debellato. Nonostante questo, ogni giorno vengono segnali decine di nuovi casi, che sono pochi rispetto alla popolazione totale del paese, ma che possono rappresentare un problema. Quasi la totalità sono persone che vengono dall’estero.

Un terzo dei casi registrati ad aprile sono di persone arrivate dalla Russia. Questo ha portato le autorità cinesi a intensificare i controlli ai confini anche se il problema è che si tratta di un’area vastissima. Allo stesso modo, sono stati interrotti tutti i voli. Gli spostamenti evidenziano anche un altro aspetto particolare, quale paese viene visto effettivamente sicuro.

 

Coronavirus: la Cina come porto sicuro?

Molto degli spostamenti che stanno venendo registrati tra i due paesi non sono tanto per necessità di lavoro, anzi. Sembra che in Russia venga vista la Cina come un luogo sicuro per scappare dal contagio. La Cina, epicentro della pandemia globale, lo cui stile di vita ha favorito il diffondersi del virus dall’animale all’uomo, è vista come un porto sicuro.

La Russia d’altro canto, non sembra essere un paese in ginocchio. I casi ufficiali di persone contagio dall’inizio della pandemia sono 8.672 e i morti sono allo stesso modo molto pochi, 63. Questo di fronte a un numero alto di test, anche più dell’Italia, ma meno in termini di proporzione con la popolazione, oltre 910.000.

Nonostante questi numeri bassi anche in confronto al resto d’Europa, la situazione viene vista come critica e si cerca un luogo in cui scappare: in Cina.