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L’Italia prima di tutti, visto che abbiamo mostrato i segni di un contagio di massa  da coronavirus molto prima di tutti, ma anche altri paesi, hanno ricevuto ingenti aiuti da parte di altri governi. Non si tratta di meri aiuti monetari, ma piuttosto di materiale sanitario e di prevenzione, come le mascherine. Dalla gigante Cina, al piccolo Vietnam.

In molti si sono mossi per aiutarci, anche quelle che possiamo considerare come fazioni opposte, Cina e Russia da una parte e Stati Uniti dall’altra. Questo scenario ha dato vita a domande sul fatto che questi aiuti potessero essere comunque un modo per farsi ingraziare e per poter chiedere qualcosa in futuro. Detto questo, anche nazioni più povere si sono buttate a capofitto dentro questo circuiti di aiuti, come il sopracitato Vietnam.

 

Coronavirus: gli aiuti dal Vietnam

Non è sicuramente uno stato piccolo con i suoi quasi 100 milioni di abitati, ma non è neanche il più ricco, anzi, si trova nella parte bassa se vogliamo vederla come una classifica. Nonostante tutto però, il paese si è preso un impegno verso molti altri paesi.

Sono state inviate 550.000 mascherine alla Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e altre 390.000 per la vicina Cambogia e 340.000 per il Laos. A questi aiuti, ci sono anche le 450.000 tute hazmat comprate dagli Stati Uniti.

Uno sforzo notevole che sottolinea il desiderio del Vietnam di essere riconosciuto a livello mondiale e che mostra come il contagio all’interno dei confini nazionali sia sotto controllo. Nel paese ci sono 40 aziende impegnate nella produzione giornaliera di 7 milioni di mascherine e con un ulteriore sforzo potrebbe produrre fino a quasi 13 milioni.