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I coralli in tutto il mondo stanno morendo. Sono più i segnali negativi che quelli positivi, nonostante un gran numero di team ricercatori siano impegnati nel cercare una soluzione. Uno di quest’ultimi sta proponendo un approccio particolare che ha a che fare con le stampanti 3D. L’idea è di stampare forme ispirate ai coralli che spingono la crescita di alghe microscopiche.

Le parole di Daniel Wangpraseurt: “I coralli sono estremamente efficienti nella raccolta e nell’uso della luce. Nel nostro laboratorio, stiamo cercando metodi per copiare e imitare queste strategie dalla natura per applicazioni commerciali. I risultati in laboratorio hanno dato ottimi risultati in pochissimo tempo”.

La tecnologia dietro questa idea risale a una tecnica di bioprinting pensata per le cellule epatiche artificiali. Grazie alle strutture create in questo modo, la luce si distribuisce meglio favorendo la riproduzione e quindi la biodiversità.

 

Salvare i coralli

Le parole di un altro membro del team, Silvia Vignolini: “Abbiamo sviluppato un tessuto e uno scheletro di corallo artificiale con una combinazione di gel polimerici e idrogel drogati con nanomateriali di cellulosa per imitare le proprietà ottiche dei coralli viventi. La cellulosa è un biopolimero abbondante; è eccellente per diffondere la luce e l’abbiamo utilizzata per ottimizzare la distribuzione della luce nelle alghe fotosintetiche.”

Copiando il microhabitat ospite, possiamo anche usare i nostri coralli 3-D bioprinted come sistema modello per la simbiosi corallo-algale, che è urgentemente necessaria per comprendere la rottura della simbiosi durante il declino della barriera corallina. Speriamo che la nostra tecnica sia scalabile in modo che possa hanno un impatto reale sul biosettore delle alghe e alla fine riducono le emissioni di gas a effetto serra responsabili della morte della barriera corallina“.