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L’incendio nella zona di esclusione di Chernobyl non è ancora stato domato e anzi,si è propagato ancora di più. Attualmente le fiamme hanno già coperto oltre 20.000 ettari di bosco, vegetazione radioattiva tanto che i livelli delle radiazioni sono aumentati nell’area. Le fiamme hanno ormai raggiunto la città abbandonata di Pripyat.

Allo stesso modo, l’incendio si sta avvicinando pericolosamente alla centrale di Chernobyl, centrale protagonista dell’incidente nucleare peggiore della storia. Le fiamme più vicine hanno raggiunto una distanza di circa 1,5 chilometri dalla cupola che copre il quarto reattore, quello esposto dopo l’esplosione e l’incidente. Detto questo, le autorità dell’Ucraina continuano a sottolineare che non c’è nessun pericolo.

 

L’incendio a Chernobyl

Se all’inizio i vigili del fuoco mobilitati erano 90 e a loro supporto c’erano tre mezzi aerei, attualmente sono dispiegati più di 400 vigili con annesso un supporto maggiore. In generale, stanno facendo cadere tonnellate di acque sulle fiamme che però continuano a propagarsi.

Una delle maggiori preoccupazioni, più che per la centrale o la città abbandonata, riguarda i depositi di scorie radioattive. Secondo il vice ministro degli interni ucraino però, quest’ultimi non sono minacciati dalle fiamme.

Gli incendi nella zona di alienazione non sono rari, come in tutte le zone boschive del mondo. Detto questo, i forti venti hanno favorito la diffusione delle fiamme nonostante la risposta tempestiva di Kiev. L’incendio è iniziato il 4 aprile, 10 giorni fa, e non ha fatto altro che diventare più grosso. I suddetti venti hanno spinto le fiamme verso l’interno facendo allontanare il pericolo dai centri abitati nei prezzi, ma fuori dalla zona di esclusione.