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Quando il governo indiano ha dichiarato la quarantena obbligatoria per tutta la popolazione, le persone in questa situazione nel mondo hanno superato la metà del totale. Il più grande paese in isolamento dovrà rimanerci fino al 3 maggio, una data molto probabilmente fittizia che verrà spostata nuovamente, ma il problema per l’India è un altro.

Il tasso di povertà del paese è molto alto, e considerando che si tratta di 1,3 miliardi di persone, ogni punto percentuale è una fetta enorme di popolazione mondiale. Se già per alcune famiglie italiane è un problema essere in quarantena, per quelle indiane lo è ancora di più. Milioni di famiglie lasciate senza supporto.

 

L’India e la gestione della quarantena

A guardare i numeri, l’India non sembra essere stata colpita violentemente dal coronavirus, appena 10.000 casi ufficiali e 339 morti. Gli esperti sottolineano che questi numeri sono estremamente sottostimati a causa dei pochissimi test effettuati. 149 test per milione di abitanti, l’Italia si trova attualmente a 17,315 test per milione.

Dalle immagini che girano quotidianamente sul web si può vedere come non sembra esserci un controllo ferreo della situazione, almeno dipende dai punti di vista. Si vedono i poliziotti picchiare con bastoni chi non rispetta la quarantena. Una punizione dolorosa, ma che non impedisce a chi è disperato di rischiare per andare alla ricerca di cibo o altro.

L’economia dell’India è stata duramente colpita dalla scelta di entrare in quarantena e sembra essere solo l’inizio. Può verrà prolungata, più il danno porterà indietro di anni l’economia di un paese che negli ultimi decenni ha cercato di crescere con costanza.