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Un team di scienziati è riuscito a mettere a punto un dispositivo portatile in grado di analizzare i tamponi per la verifica della positività al coronavirus e dare risultati in appena 20 minuti. Il kit, sviluppato dai ricercatori dell’Università del Galles del Sud, costa circa 100 euro e la produzione è ancora in fase sperimentale. Lo strumento funziona analizzando un tampone nasale alla ricerca delle tracce di DNA del virus ed è noto come “test PCR“. Non è un test degli anticorpi e quindi non nasce per cercare segni di un’eventuale infezione passata.

 

Il kit sarà in grado di analizzare più rapidamente i tamponi e fornire una risposta più celere sull’eventuale positività al coronavirus

Il Regno Unito sta conducendo solo 20.000 test al giorno, nonostante la promessa del governo di condurne 100.000 ogni giorno. I dati del Dipartimento della Salute mostrano che durante la giornata di lunedì sono stati effettuati 19.316 test; questo significa che sono stati condotti poco più di 500.000 test da quando il paese ha iniziato a computare i casi sospetti. Questo numero corrisponde a 380.000 persone testate, dal momento che i pazienti potrebbero aver bisogno di più di un test per confermare un’eventuale positività.

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Il test messo a punto dai ricercatori potrebbe quindi aiutare il Regno Unito ad analizzare un numero maggiore di campioni e a fornire risultati più rapidamente, se distribuiti negli ospedali del paese. Ciò ridurrebbe la necessità di inviare campioni ad uno dei laboratori centralizzati gestiti dalla Public Health England o a quelli allestiti in 40 ospedali da campo, richiedendo il procedimento diversi giorni. Il test e il dispositivo potrebbero essere utilizzati nelle sue case di cura entro poche settimane.

 

Il nuovo strumento potrebbe compensare la risposta, forse troppo lenta, del governo britannico alla pandemia

Pare che il test funzioni grazie alla reazione con sostanze chimiche diverse rispetto a quelle presenti nell’attuale test in uso. La notizia giunge in quello che forse è il momento più drammatico dell’epidemia che il paese si trova ad affrontare, dal momento che la carenza di personale qualificato, tamponi e prodotti chimici risulta la principale causa della risposta, ritenuta troppo lenta, del governo. Tuttavia, non è ancora chiaro su quali sostanze chimiche si baserà il dispositivo per l’analisi dei campioni.

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Il dottor Jeroen Nieuwland, che ha contribuito al progetto del kit, ha dichiarato: “Negli ultimi anni abbiamo sviluppato la nostra piattaforma di test diagnostici. Per questo motivo sappiamo che funziona bene per altre infezioni, dal momento che il nostro lavoro precedente ci ha permesso di aggiornarlo rapidamente per rilevare il virus che causa Covid-19. È davvero importante riuscire ad essere in grado di supportare i nostri operatori sanitari, impegnati in prima linea nella lotta al coronavirus“.