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Con riferimento ai soggetti più esposti alla cosiddetta “febbre da fieno“, le autorità sanitarie britanniche hanno destinato una sorta di vademecum su come distinguere questa fastidiosa allergia con l’insorgenza della malattia da coronavirus. Il Royal College of General Practitioners (RCGP) ha affermato che molte persone si stanno preoccupando molto a riguardo, a causa del timore di una sovrapposizione dei sintomi.

 

Presentando sintomi simili, è molto facile che le persone confondano la febbre da fieno con l’insorgenza del coronavirus

Il presidente del Royal College, il professor Martin Marshall, ha dichiarato: “In questo periodo dell’anno ci aspettiamo di ricevere segnalazioni di un gran numero di pazienti affetti da sintomi di rinite allergica, comunemente nota come febbre da fieno, una reazione allergica a vari tipi di polline. In genere, i pazienti che soffrono di febbre da fieno avvertono sintomi come naso che cola o ostruito, con starnuti, dolori diffusi e lacrimazione. Non è rara anche l’insorgenza di tosse. Alcuni di questi fastidi, in particolare la tosse, potrebbero però anche essere sintomi di Covid-19“.

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Marshall continua: “Non deve quindi sorprendere che, data la sovrapposizione tra alcuni sintomi della febbre da fieno e del coronavirus, le persone si preoccupino“. Alcuni pollini sono più comuni nelle giornate soleggiate e asciutte, tipicamente primaverili; in questo periodo dell’anno sono letteralmente all’ordine del giorno casi di reazioni di rinite allergica. Ma il sistema sanitario nazionale britannico fa chiarezza, sottolineando che i principali sintomi del coronavirus sono febbre alta e tosse secca persistente.

 

In ogni caso, le autorità raccomandano di restare isolati in casa ove ci siano dubbi sulla reale portata dei sintomi

In via precauzionale, ai soggetti che presentano tali sintomi è stato raccomandato di autoisolarsi in casa per almeno sette giorni, ma il professor Marshall ha affermato che esistono importanti aspetti riconducibili alla febbre da fieno che possono aiutare i pazienti a distinguerlo dalla malattia da coronavirus: “I sintomi dell’allergia tendono ad essere più lievi e a variare d’intensità a seconda dell’ora del giorno, poiché i livelli di polline sono spesso più alti nel pomeriggio e nella sera. Nei casi in cui un paziente sperimenti una deviazione significativa da questo tipo di sintomi, come una tosse persistente e una temperatura corporea elevata, dovrebbe immediatamente autoisolarsi e contattare il sistema sanitario nazionale“.

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Il dottor Jonathan Leach, segretario onorario congiunto della RCGP, ha consigliato alle persone di adottare un “approccio precauzionale” in presenza di sintomi ancora non ben collocabili in una delle due ipotesi e ha dichiarato: “Se c’è il timore che possa trattarsi di coronavirus, allora è raccomandabile non uscire di casa“. Una guida per chi soffre di allergie pubblicata sul sito web Allergy UK recita: “I sintomi del coronavirus in genere includono tosse persistente e febbre alta e talvolta causano mal di testa e dolori muscolari. Questi non sono sintomi riconducibili a quelli dovuti alla febbre da fieno. I sintomi della febbre da fieno sono infatti persistenti ma relativamente prevedibili, a seconda della concentrazione di pollini nell’aria“.