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La NASA si sta preparando per le nuove missioni sulla Luna, stabilendo un obiettivo ambizioso: rimettere piede sulla superficie lunare entro il 2024; e lo farà peraltro anche con la prima astronauta donna sulla Luna. Naturalmente, ci sono molti rilevanti ostacoli da superare prima che il progetto possa essere messo in pratica, ma una nuova, straordinaria mappa dettagliata della superficie lunare, ideata dagli scienziati del Geological Survey (USGS) degli Stati Uniti, della NASA e del Lunar Planetary Institute, avrà un ruolo fondamentale nel raggiungimento di questi obiettivi.

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Conosciuta come “Unified Geologic Map of the Moon“, il cartografo è un vero e proprio caleidoscopio di colori, frutto di decenni di indagini geologiche sulla superficie lunare, risalenti all’epoca della missione Apollo, quando l’uomo mise piede per la prima volta sul nostro satellite. La mappa è inoltre il risultato di una sovrapposizione di una serie di mappe redatte in sei missioni Apollo e combinate con nuovi dati acquisiti delle osservazioni di Kaguya, la sonda lanciata dall’agenzia spaziale giapponese che ha studiato la Luna tra il 2007 e il 2009.

 

La mappa è il risultato di decenni di studi e di ricerche concertate tra le principali agenzie spaziali del mondo

La colorata mappa geologica in scala 1:5.000.000 è progettata per essere una valida risorsa per gli scienziati nella ricerca e nell’analisi del satellite e per contribuire alle relative indagini geologiche future. “È meraviglioso vedere poter fare affidamento su una risorsa che può aiutare la NASA a pianificare le missioni future“, ha dichiarato Jim Reilly, direttore di USGS, in un comunicato stampa.

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La nuova mappa distingue tra diverse formazioni geologiche succedutesi in epoche diverse, usando colori molto accesi per evidenziare l’evoluzione del paesaggio lunare. La mappa è dominata dal rosa del periodo Imbriano, intercorso circa 3,5 miliardi di anni fa; durante tale periodo, la Luna fu bersagliata da un gran numero di asteroidi, che hanno creato molti dei crateri da impatto che possiamo oggi osservare sulla sua superficie. Una versione ancor più dettagliata della mappa è consultabile qui.