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Uno degli effetti devastanti del coronavirus sul nostro paese? L’abbattimento del turismo. Un paese come il nostro si basa molto su quest’ultimo e purtroppo le conseguenze si stanno vedendo. Basti guardare Venezia, svuotata come non mai dai suoi avventori, ma un piccolo lato positivo c’è, anche se ovviamente non basta a compensare il danno economico.

La flora e la fauna sono diventati più visibili come non accadeva da tempo. Non sono tornati, come sottolineano gli esperti, ma semplicemente, senza tutto l’inquinamento che rende le acque torbide, è possibile vedere l’immenso ecosistema con più chiarezza. Dai banchi di pesci ai granchi, anche passando dalle meduse.

 

Una nuova Venezia

Le parole di Andrea Mangoni, zoologo che in questo periodo sta immortalando questi scenari: “La flora e la fauna della laguna non sono cambiate durante il blocco. Ciò che è cambiato è la nostra possibilità di vederli. Ora possiamo vedere 50 o 60 centimetri, e talvolta anche un metro dalla superficie. Di conseguenza, possiamo vedere animali che sono stati letteralmente nascosti nelle acque torbide.”

Qualche cambiamento in realtà c’è. Molti animali si stanno spingendo anche verso i canali più interni della città lagunare, animali che prima si limitavano ai canali più grandi, quelli più esterni.

“La fauna e la flora della Laguna di Venezia sono molto più diversificate e interessanti di quello che si potrebbe pensare. Ciò che è diminuito in città non è solo il traffico con l’inquinamento prodotto dalle imbarcazioni, ma anche il rumore, che è un altro tipo di inquinamento e disturba molti organismi lagunari”.