La NASA è ancora nel pieno della missione che come obiettivo ha raccogliere campioni dall’asteroide Bennu. A prelevare il tutto ci penserà l’OSIRIS-REx, il veicolo spaziale che da diverso tempo si sta allenando a toccare la superficie della roccia spaziale. Nelle ultime manovre necessarie per ridurre la distanza, la navicella ha raggiunto appena i 75 metri da terra.

Si chiama manovra di checkpoint e finora ne se sono state fatte tante; le precedenti avevano raggiunto i 250 metri e prima ancora i 620 di metri. Mosse necessarie per calibrare la velocità e la traiettoria per il passaggio finale. Ovviamente il tutto è stato registrato sai sistemi di bordo del mezzo.

 

Bennu: la missione di OSIRIS-REx

In quest’ultima manovra di checkpoint, la navicella ha anche provato a dispiegare il meccanismo che sarà necessario per raccogliere i campioni di materiale; il nome è Touch-And-Go, o anche TAGSAM. Quest’ultimo servirà all’ultimo momento quando OSIRIS-REx raggiungerà quasi il suolo senza toccarlo direttamente, sarà il meccanismo a colmare gli ultimi passi.

L’obiettivo a livello di raccolta è di appena 60 grammi di roccia. Particelle minuscole di roccia che saranno necessari e forse importantissimi per scoprire qualcosa di più sull’universo. Si tratta di una manovra particolarmente complicata, ma per fortuna di carburante ce n’è per fare diversi tentativi qual’ora il primo andasse male.

Le parole del capo missione alla NASA, Rich Burns:

Questa prova ci ha permesso di verificare le prestazioni del sistema di volo durante la discesa, in particolare l’aggiornamento e l’esecuzione autonomi del checkpoint burn. Eseguire questa pietra miliare monumentale durante questo periodo di crisi nazionale è una testimonianza della professionalità e del focus del nostro team. Parla in modo esauriente del loro atteggiamento da” can-do “e, si spera, servirà come un po ‘di buone notizie in questi tempi difficili.”