coronavirus

Il nuovo coronavirus ha cambiato il modo in cui le persone interagiscono, ma ora potrebbe costringerci a prendere le distanze anche dai nostri animali domestici. I Centers for Disease Control and Prevention statunitensi stanno infatti raccomandando ai proprietari di animali domestici di attuare le stesse linee guida in materia di distanziamento sociale che le persone sono tenute a seguire, dopo che un alcuni esemplari di gatti sono risultati positivi a Covid-19.

 

Secondo gli scienziati, le probabilità che cani e gatti diventino vettori del coronavirus sono molto basse

Stiamo ancora imparando a conoscere questo virus, ma sappiamo che ha avuto origine in una fonte animale e che si sta diffondendo quasi del tutto tra gli esseri umani, anche se sembra che il patogeno sia in grado di diffondersi da persone ad animali in particolari situazioni“, si legge sulla pagina web di un CDC. La veterinaria Margot Vahrenwald ha dichiarato che le linee guida sono molto simili a ciò che ha predicato per tutta la sua carriera di veterinaria: in primo luogo non bisogna permettere agli animali domestici di interagire con persone o altri animali al di fuori della casa; i cani devono essere tenuti al guinzaglio durante le passeggiate, restando ad almeno 2 metri di distanza da altre persone e animali; evitare i parchi o i luoghi pubblici in cui si riuniscono un gran numero di persone e cani.

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Se una persona dovesse risultare positiva al coronavirus, i CDC stanno inoltre diramando alcune linee guida specifiche per chi vive con animali domestici: quando possibile, è raccomandabile affidare la cura degli animali domestici ad altri membri della famiglia mentre si è malati; evitare il contatto con il nostro animale domestico, evitando quindi di accarezzarlo, di farsi leccare e di condividere con lui il letto. Lavarsi accuratamente le mani prima e dopo aver interagito con loro potrebbe essere determinante. “La probabilità di trasmettere il coronavirus al nostro animale domestico è molto bassa, ma si raccomanda cautela“, ha detto Vahrenwald. “Non si deve cedere alla paranoia, dal momento che è ancora improbabile che cani e gatti diventino vettori di questa pandemia“.