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Alcuni scienziati russi suggeriscono che la misteriosa esplosione dell’evento di Tunguska del 1908 fu causata da un asteroide di ferroso che che entrò nell’atmosfera terrestre per poi “rimbalzare” nello spazio. L’asteroide impattò l’atmosfera del pianeta esplodendo nei cieli della Siberia e causando un’esplosione che schiacciò circa 80 milioni di alberi, per un’area di 2.150 chilometri quadrati. L’evento avvenne nella mattina del 30 giugno 1908 ed è descritto come l’impatto meteorico più esplosivo mai registrato, producendo un’onda d’urto che diede fuoco a buona parte delle foreste circostanti.

 

L’asteroide, probabilmente costituito di ferro, potrebbe non aver mai effettivamente toccato il pianeta

L’impatto venne rilevato addirittura nel Regno Unito e a Washington, negli Stati Uniti, nonché in Germania, Danimarca, Croazia e Indonesia. Ma nonostante la sua classificazione tra gli eventi da impatto, nessun cratere è mai stato rilevato e nessuna traccia della roccia è mai stata rinvenuta a terra. Le prime spedizioni sovietiche in questa remota regione della Siberia riferirono infatti grande incertezza, a causa della mancanza di detriti o crateri in superficie. Ma una nuova teoria suggerisce che l’esplosione sia stata null’altro che una potentissima onda d’urto, piuttosto che un impatto.

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Si pensa infatti che l’oggetto in questione si sia almeno parzialmente disintegrato a circa 10 chilometri dal suolo e che non colpì affatto la Terra, bensì rimbalzò nuovamente nello spazio. “Sosteniamo che l’evento di Tunguska sia stato causato da un asteroide ferroso, passato attraverso l’atmosfera terrestre”, hanno detto i ricercatori della Royal Astronomical Society. “All’interno di questa ricostruzione, possiamo spiegare gli effetti ottici associati a una forte polverosità degli alti strati dell’atmosfera in Europa, che ha causato un bagliore luminoso del cielo notturno“.

 

La composizione della roccia spaziale è ancora oggetto di dibattito

Il team di ricerca ha utilizzato la modellazione matematica per studiare il passaggio dell’asteroide e il suo percorso di “rientro” nello spazio, in base ad una varietà di possibili diametri: 200, 100 e 50 metri. Tre teorie alternative sono inoltre state prese in considerazione per quanto riguarda la composizione della roccia: ferro, pietra o ghiaccio. “Al momento, ci sono oltre 100 ipotesi sulla natura dell’evento di Tunguska“, ha detto Sergei Karpov, dell’Università Federale Siberiana.

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La modellistica mostra che il famoso asteroide non avrebbe potuto essere fatto di roccia o di ghiaccio, perché sarebbe dovuto collassare sotto l’immensa pressione aerodinamica nell’atmosfera. Un asteroide di ghiaccio avrebbe infatti perso la sua massa prima di aver percorso la traiettoria stimata. Nel frattempo, la teoria secondo cui l’oggetto spaziale do Tunguska fosse costituito da ferro spiegherebbe perché non ci sono tracce di questo materiale nella zona interessata: nessun residuo avrebbe potuto raggiungere la superficie del pianeta a causa dell’immensa velocità del corpo principale.