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Questa immagine spettrale e psichedelica è la rappresentazione più dettagliata di un cervello di topo mai vista fino ad oggi. I ricercatori dell’Allen Institute for Brain Science, un’organizzazione no profit di Seattle specializzata nello studio delle neuroscienze, hanno scrupolosamente registrato ogni cellula cerebrale e ogni connessione tra i neuroni dei topi. Il risultato rappresenta un grande passo in avanti rispetto ad una rappresentazione precedente, più semplice, rivelata nel 2016. La mappatura, ora completa, comprende circa 100 milioni di cellule.

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Il progetto mira a fare per le neuroscienze ciò che il sequenziamento del genoma intero ha fatto per la biologia negli anni ’90: creare un cervello di topo standardizzato a cui tutti i ricercatori che lavorano sui topi possano fare riferimento. “Prima, le persone definivano visivamente diverse regioni del cervello. Man mano che otteniamo più dati, la cura nella rappresentazione di questo complessissimo organo diventa sempre maggiore“, ha dichiarato Lydia Ng, ricercatrice dell’Allen Institute.

 

L’incredibile rappresentazione tridimensionale può spalancare le porte ad una nuova comprensione delle neuroscienze

In genere, i ricercatori tracciano le connessioni tra le cellule cerebrali utilizzando sottili “fette” di tessuto che possono essere conservate e studiate strato per strato. Per costruire una mappa tridimensionale completa, il team dell’Allen Institute ha invece diviso il cervello del topo in “voxel“, ossia pixel tridimensionali, e ha poi mappato le cellule e le connessioni all’interno di ciascun voxel. Il risultato comprende una sovrapposizione del cervello di 1.675 topi da laboratorio, in modo da fornire una rappresentazione che fosse il più uniforme e dettagliata possibile.

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I topi sono comunemente ritenuti “organismi modello” nelle neuroscienze. I loro cervelli hanno strutture abbastanza simili a quelle umane, possono essere addestrati, si riproducono facilmente e i ricercatori hanno già sviluppato una solida conoscenza su come il loro cervello funziona. La speranza è che la mappa porti questa comprensione ad un nuovo livello, ha affermato l’Allen Institute. Per fare ciò, i neuroscienziati potranno contare su uno strumento con cui sviluppare nuovi programmi di ricerca e accelerare la ricerca già in corso.