Wiko View 4

Il Wiko View 4 è il nuovo smartphone di fascia bassa pensato dall’azienda francese, e realizzato proprio per gli utenti che sono alla ricerca di un device economico, dalle discrete prestazioni, caratterizzato però da una batteria a dir poco invidiabile, nonché quasi unica nel suo genere.

Esteticamente il Wiko View 4 non differisce particolarmente da quanto visto con il View 3, le dimensioni sono al solito generose (165.7 x 75.8 x 8.85 millimetri di spessore) con un peso però di soli 180 grammi. A differenza degli ultimi top da oltre 200 grammi, vi possiamo confermare che è facilmente trasportabile nella tasca dei pantaloni o in una borsa, senza recare particolare fastidio; anche nell’utilizzo con una mano non appesantirà e non vi stancherà prima del dovuto.

La scocca è realizzata interamente in plastica, ottimi i riflessi nella parte posteriore ed il contrasto cromatico con il bordo, nonostante comunque si senta qualche scricchiolio di troppo, atto a non offrire al consumatore quella sicurezza e robustezza che altri device sono in grado di garantire. Sul lato sinistro troviamo il tasto per l’assistente Google, zigrinato e molto piacevole al tatto, affiancato dal carrellino per la SIM; superiormente è stato posizionato il jack da 3.5mm per le cuffie, mentre sul lato destro spiccano i tasti per il volume e l’accensione. Il collegamento al PC o alla presa a muro potrà avvenire tramite il connettore microUSB posto nella parte inferiore, affiancato dall’altoparlante mono (nessun suono viene emesso dalla capsula auricolare).

Wiko View 4: Display e Processore

Il Wiko View 4 presenta un display IPS LCD da 6.52 pollici con risoluzione 1600 x 752 pixel, 269 ppi e rapporto d’aspetto 20:9. Quest’ultimo gli conferisce una larghezza maggiore rispetto ad altri dispositivi in 19:9 o 18:9, ciò porta in parte gli utenti con le mani più piccole a fare leggermente fatica nel raggiungere le aree più “remote” del dispositivo. La qualità del pannello è in linea con le aspettative e la fascia di prezzo, i colori sono buoni e perfettamente rispettati, se proprio abbiamo notato una luminosità inferiore rispetto ad altri display, ma il tutto rende più semplice ed apprezzato l’utilizzo sotto la luce solare diretta. Il notch a goccia può essere rimosso dalle impostazioni software, apprezzata la scelta di integrare il led di notifica (personalizzabile con varie assegnazioni di colori), componente quasi scomparso nei dispositivi commercializzati nell’ultimo periodo.

Il processore è il MediaTek Helio A25 MT6762D, a 64-bit, octa-core con frequenza di clock fissata a 1.8GHz, affiancato da una GPU IMG PowerVR GE8320 e soli 3GB di RAM. Wiko prosegue sulla strada intrapresa con i modelli degli anni precedenti, continuando ad affidarsi ai più economici MediaTek, rispetto ai performanti ed energivori Qualcomm. I risultati sono discreti, non abbiamo notato nessun problema nel gaming con Asphalt 9 (non scalda assolutamente nonostante intense sessioni), ma è abbastanza lento nell’utilizzo di tutti i giorni, nonché nell’apertura delle applicazioni (quasi 2 minuti sono necessari per avviare Asphalt).

E’ assente il sensore per le impronte digitali, ciò sta a significare che l’unica via per sbloccare il dispositivo consisterà nel riconoscimento del viso 2D. Non è sicuro come il 3D di uno Huawei Mate 30 Pro, tuttavia è in grado di riconoscere 9 volte su 10 il volto dell’utente registrato senza difficoltà, anche con luce ambientale scarsa. Lo sblocco è leggermente lento, come tutto il dispositivo, ma a 159 euro ci può stare.

Concludono le specifiche tecniche 64GB di memoria interna (espandibile fino a 256GB con microSD), connettività 4G+ fino a 300Mbps in download, bluetooth 4.2, jack audio da 3.5mm, GPS, Radio FM e WiFi b/g/n monobanda, manca il chip NFC. Come specificato in precedenza, l’audio è mono, il suono esce solamente dallo speaker posto nel bordo inferiore, la qualità generale è nella media; le frequenze alte vengono leggermente distorte, ma è comunque molto potente.

 

Fotografie e video

Il Wiko View 4 integra 3 fotocamere posteriori, allineate verticalmente nella parte sinistra della scocca e perfettamente incastonate al suo interno, ovvero non risultano essere in rilievo. Queste sono composte da una principale da 13 megapixel, da una grandangolare da 5 megapixel, per finire con la classica effetto bokeh da 2 megapixel.

In condizioni di forte luminosità, ad esempio all’aria aperta in giornate soleggiate, la qualità generale è leggermente superiore alla media dei device della stessa fascia di prezzo. I dettagli sono sufficientemente precisi, come anche i colori riprodotti abbastanza fedelmente; anche attivando l’intelligenza artificiale non assistiamo alla realizzazione di scatti “artificiosi”.

Diminuendo la luce ambientale si ergono i limiti del dispositivo, basta infatti una riduzione minima che le immagini risultano essere fin troppo rumorose, con colori non sempre perfettamente rispettati. L’altro appunto da segnalare riguarda la qualità del sensore grandangolare; è risaputo essere a tutti gli effetti sempre più “scadente” del principale, in questo caso notiamo una grande differenza anche nei colori riprodotti in ogni condizione di luce, il grandangolare tende a scolorire le immagini, rispetto alle normali riproduzioni (ma restano comunque accettabili).

video sono realizzati al massimo in FullHD 30fps, manca quindi il 4K e lo stabilizzatore ottico. La limitazione fa segnare un punto a favore dello spostamento tra i vari sensori in fase di registrazione, l’utente potrà spostarsi tra principale e grandangolare senza doverla interrompere o ridurre la qualità generale. Il risultato ottenuto è buono, sempre in linea con l’aspettativa per la fascia di prezzo, anche se l’assenza della stabilizzazione ottica si fa leggermente sentire.

Frontalmente troviamo un sensore da 8 megapixel, gli scatti sono sufficientemente dettagliati, al solito si trova leggermente in difficoltà nel momento in cui riduciamo la luminosità ambientale, nonostante questo gli effetti bokeh e le immagini risultanti sono più che sufficienti.

 

Sistema operativo e Batteria

Il sistema operativo è Android 10 aggiornato alle patch di Gennaio 2020 (al momento della recensione, 18 maggio 2020), l’utente che acquisterà il Wiko View 4 si troverà dinnanzi una versione quasi stock di Android, potendo quindi fruire di gesture (come l’attivazione di Google Assistant dagli angoli del display) e di tutte le funzionalità originarie (con i pregi ed i suoi difetti) del sistema di casa Google.

Le uniche personalizzazioni introdotte dall’azienda riguardano le cosiddette Funzioni Wiko, una sezione dalla quale si può impostare il colore del led di notifica, nascondere la tacca, modificare alcune gesture, attivare il tema scuro, la navigazione ad una mano o optare per l’ormai onnipresente modalità gioco.

Il plus del dispositivo è sicuramente la batteria, un mostruoso componente da 5000mAh assolutamente in grado di convincere gli utenti con una durata quasi infinita. Di base il componente è molto capiente, la durata è però migliorata dall’integrazione di un display e di un processore non troppo energivori; considerato un utilizzo normale del dispositivo si potranno raggiungere tranquillamente anche 3 giorni senza ricorrere alla presa a muro, se invece seguiranno giornate stress e intense sessioni di gaming, non supererete le 48 ore di utilizzo continuativo.

Di seguito trovate la nostra videorecensione ed il punteggio finale del Wiko View 4.