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La barba umana è un’anomalia evolutiva rispetto alla peluria dei nostri parenti più stretti, alcune scimmie. Detto questo, secondo alcuni ricercatori dell’Università dello Utah, la motivazione dietro la capacità di farla crescere così tanto e per un ampio tratto di faccia è la protezione del vivo stesso.

Protezione da cosa? Dalla sporcizia no di certo visto che è più facile che diventi un nido di avanzi di cibo o parassiti, ma per altro. Secondo Steven Naleway e David Carrier, la barba è uno scudo protettivo contro eventuali pugni e sono anche riusciti a provarli con un metodo scientifico, o che comunque si può definire tale.

Hanno usato un teschio di fibra epossidica ricoperto di peli di montone mentre i pungi erano dei pesi in caduta. Il risultato è che i peli attutivano di fatto il colpo dato dal peso. Le parole dei due scienziati: “Abbiamo scoperto che i campioni completamente pelosi erano in grado di assorbire più energia rispetto ai campioni spennati e tranciati. Ad esempio, la forza di picco era maggiore del 16% e l’energia totale assorbita era maggiore del 37% nel pelo rispetto ai campioni pizzicati.”

 

La barba: lo scudo dell’uomo moderno?

La risposta però non è così semplice. Tra i peli umani e quelli di montone c’è una bella differenza. In aggiunta, il danno principale di un pungo in faccia non è tanto il dolore che si prova, ma quello che avviene all’interno della scatola cranica, ovvero il cervello che rimbalza al suo interno.

Per rispondere a questa domanda c’è ancora molto lavoro da fare, ma c’è da dire che anche Charles Darwin si era posto qualche quesito proprio sulla peluria facciale dell’uomo. Secondo lui era più che un orpello o un modo per fare eccitare l’altro sesso.