Immuni

Finalmente, nella prima decade di giugno, sarà rilasciata ufficialmente l’app di tracciamento, Immuni, per contenere e controllare i contagi da Covid-19. Ad annunciare il rilascio dell’applicazione è stato proprio il Viceministro della salute Pierpaolo Sileri, in un’intervista a Radio 24.

Intanto, però , il Ministero dell’Innovazione ha pubblicato sulla piattaforma GitHub i documenti relativi al funzionamento del software scelto dal Governo per contenere la diffusione del virus. “È un tracing importantissimo che quando sarà attivo darà importanti diffusioni su tracciamento e diffusione della malattia”, ha spiegato il viceministro della salute.

 

Immuni, rilasciato il codice sorgente

Il Ministero dell’Innovazione, oltre agli screenshot dell’app, ha pubblicato i codici sorgente, ovvero l’ultima parte non ancora resa pubblica di questo software. Nella note su Github, la piattaforma dove gli sviluppatori da ogni parte del mondo possono confrontarsi su progetti specifici, sono stati caricati i documenti sul funzionamento del software dell’app.

Lo scorso 16 maggio uno dei fondatori di Bending Spoons, Luca Ferrari, sempre su Github aveva pubblicato una serie di specifiche tecniche sul funzionamento dell’app, dove si descriveva il funzionamento. Google e Apple hanno già rilasciato l’aggiornamento del loro software per facilitare la comunicazione tra dispositivi Android e iOS tramite Bluetooth, dando di fatto il via libera allo sviluppo delle applicazioni nazionali autorizzate dai sistemi sanitari di ogni Paese.

Immuni seguirà il modello decentralizzato di Google e Apple, il che vuol dire che i dati raccolti saranno conservati sui singoli device e non su un server centrale; non traccerà gli spostamenti, ma solo alcuni i contatti tra smartphone; non sarà obbligatorio scaricarla, né usarla; i dati raccolti potranno essere condivisi solo previa autorizzazione del possessore dello smartphone; tutti i dati raccolti e condivisi con il server centrale (gestito da Sogei), dovranno essere cancellati entro dicembre 2020.

Immuni

L’app rispetterà le regole sulla privacy?

“In queste ore sta per arrivare al Garante per la privacy la documentazione relativa alla valutazione di impatto sulla privacy sulla quale dovremo esprimerci”, ha spiegato il Garante per la Privacy, Antonello Soro, parlando dell’app Immuni, nel corso di un’audizione nella Commissione parlamentare per la semplificazione. Non è prevista, inoltre, la geolocalizzazione, che è un altro elemento che avevamo sconsigliato anche perché meno efficace.

Una serie di interlocuzioni avvenute in queste settimane dovrebbero essere servite a rimuovere i dubbi e dovrebbero consentirci di consigliare agli italiani di scaricare l’app. Tutto ciò si deciderà comunque nei prossimi giorni.

E’ intervenuto sull’app Immuni anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala:  “Servono i tracciatori, cioè migliaia di persone che prendono ciò che la app segnala, la decifrano e da ciò permettono di intervenire. Come si parla ancora poco di test e tamponi. E io insisterò fino alla noia. Non possiamo continuare a seguire dei flussi di dibattito che durano qualche giorno e perdiamo di vista gli strumenti fondamentali affinché si possa uscire da questa pandemia”, ha concluso.

Immuni

L’app avrà un impatto positivo a prescindere da quanti la useranno

Il sistema di tracciamento avrà un impatto positivo anche se solo il 10%-20% degli utenti lo userà. Più saranno, meglio funzionerà, ha detto il ceo di Alphabet e di Google, Sundar Pichai, in una intervista a Wired. Al sistema di tracciamento le due aziende stavano lavorando separatamente ma poi hanno capito che per funzionare bene c’era bisogno di un’integrazione delle loro piattaforme.

Così Google e Apple hanno trovato un accordo e iniziato a lavorare insieme. Per velocizzare il tutto, Pichai e Tim Cook hanno deciso di parlarsi direttamente per dare le linee guida del progetto. Nell’intervista, Pichai ammette anche che ci sono delle possibilità che le due aziende collaborino in futuro anche su altri temi.