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Google ha recentemente rimosso un app Android che serviva ad eliminare qualsiasi tipo di software realizzato in Cina presente sullo smartphone. Remove China Apps è stata scaricata più di un milione di volte nei primi 10 giorni dopo il lancio. Si è rivelata particolarmente popolare in India, dove le tensioni con la Cina sono piuttosto elevate. Google ha dichiarato che l’app ha violato le norme del suo App Store, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Il software è stato sviluppato dalla società indiana One Touch AppLabs. Sul suo sito web ha scritto: “Cari amici, Google ha rimosso Remove China Apps dal Google Play Store. Grazie per tutto il vostro supporto nelle ultime due settimane. Siete fantastici.”

L’app ha messo in evidenza il popolare sito di social media TikTok, di proprietà di Bytedance con sede a Pechino. Ma ha anche segnalato l’app di videochiamate Zoom, con sede in California, ma fondata da un imprenditore nato in Cina. Tuttavia, non è stato in grado di rilevare app preinstallate su smartphone di fabbricazione cinese.

Tra le altre app segnalate da Remove China Apps troviamo:

  • ShareIt, che consente alle persone di trasferire file tra cui foto, video e musica
  • CamScanner, che consente agli utenti di utilizzare i loro telefoni per scansionare immagini e trasformarle in documenti PDF
  • UC browser, un browser cinese di proprietà di Alibaba

I fan hanno pubblicizzato l’applicazione attraverso i post sui social media, in cui suggeriscono app alternative a quelle cinesi. I critici hanno affermato che il servizio sta alimentando un risentimento verso la Cina, fenomeno già in aumento dopo l’emergenza Covid-19 scatenata dalla città cinese di Wuhan.

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L’India attacca la Cina, una battaglia tutta al digitale

Gli sviluppatori di Beluga Whale, una comunità online per i produttori di app cinesi, hanno invitato altri a segnalare l’app a Google, definendola una “forma di disturbo nel mercato”. Secondo alcuni utenti ciò che sta accadendo in India accadrà in altri paesi in futuro, quindi questo si tratta di un impatto a lungo termine di cui i sviluppatori cinesi dovranno tener conto.

Le tensioni tra India e Cina sono aumentate dopo che le truppe cinesi si sono trasferite in quello che è considerato dall’India come il suo territorio nella contesa regione del Kashmir. L’ingegnere indiano Sonam Wangchuk ha pubblicato un video su YouTube suggerendo che gli indiani dovrebbero boicottare tutto ciò che è cinese. Il filmato finora ha ottenuto due milioni di visualizzazioni. Da allora gli hashtag #boycottChina, #boycottmadeinChina e #boycottChineseapps hanno fatto tendenza sui social media.

L’attore di Bollywood Milind Soman, che ha oltre 99.000 follower su Twitter, ha usato la piattaforma per dire che aveva disinstallato TikTok. Un’ulteriore battuta d’arresto per l’app di videoclip, che di recente ha subito un altro duro colpo dall’India a causa di una falsa clip di attacco con acido che ha portato gli utenti a pubblicare milioni di recensioni negative sul Play Store di Google. Per il momento né Google né TikTok hanno commentato la questione.