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Come forse ormai sappiamo tutti, in Siberia è avvenuto il secondo più grande disastro ecologico nella storia moderna russa. Una fuoriuscita di carburante da una cisterna, 20 mila tonnellate di olio che si è riversato in fiume artico, l’Ambarnaya. Finora, di questa catastrofe ecologica, si sono viste solo le immagini da una prospettiva non esattamente favorevole. Adesso, i satelliti ci mostrano altro.

Tre immagini diverse di una sezione più a valle rispetto dove è avvenuto l’incidente, mostrano la situazione prima del versamento e due momenti successivi. Rispettivamente immortalano la situazione il 23 maggio, il 31 maggio e l’1 giugno.

Il fiume in questione, per fortuna, non sfocia direttamente in mare, ma in un lago, il Pyasino, che a sua volte si immette in un altro fiume. Questa conformazione sta forse dando la possibilità di contenere in danni su larga scala, anche se l’allarme dalla centrale elettrica dove è avvenuto l’incidente è arrivato due giorni dopo.

 

Troppo carburante in acqua

Apparentemente, secondo i primi dati in merito, la fuoriuscita ha portato all’inquinamento di oltre 350 chilometri quadrati di terra. La colpa dell’incidente è stata data al permafrost che si sta sciogliendo, un problema grave per le città sorte sopra il Circolo Polare Artico. Sostanzialmente, è come se si stessero sciogliendo le fondamenta degli edifici.

Il governo russo ha iniziato a far bonificare quelle terre da un paio di anni. La città a cui fa riferimento la centrale elettrica, Norilsk, ha iniziato tale processo proprio per scongiurare eventi del genere. Purtroppo non è bastato, o non è stato fatto in tempo.