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Il mondo non si aspettava una pandemia globale da coronavirus, non di queste proporzioni. Anche i paesi che sulla carta avrebbero dovuto saper rispondere meglio a tale emergenza non ci sono riuscite e anzi, sono tra le più colpite. Tra i vari fallimenti a cui i paesi stanno assistendo c’è la morte degli anziani nelle case di riposo, un errore comune. Dall’Italia alla Svezia, dalla spagna al Regno Unito.

Proprio uno studio condotto del Regno Unito ha mostrato che più metà delle morti sono avvenute nelle case di riposo a causa del coronavirus, in modo diretto e non. Secondo una proiezione, le morti entro fine giugno sarà 59.000 e 34.000 saranno di soli residenti di case di risposo.

I dati si basano sull’attuale numero di decessi di questi anziani in relazione a quelle che sono avvenute negli anni passati senza la pandemia. Si tratta delle cosiddette morti in eccesso, un numero che comprende anche tutti quei morti non contati ufficialmente come morti da Covid-19, ma che con buona probabilità lo sono.

 

Coronavirus e Regno Unito: la strage di anziani

Spesso e volentieri, come mostra un rapporto intero al Sistema Sanitario Nazionale di oltre Manica, questi luoghi di cura sono stati lasciati a loro stessi a causa dello stress che gli ospedali stavano già affrontando.

Le parole dell’autore dell’analisi: “Lo scenario qui descritto, assenza di normali cure mediche esacerbate dalla carenza di DPI, è l’unico in grado di spiegare in modo soddisfacente la concentrazione di danni collaterali e decessi Covid all’interno della popolazione di casa di cura. Ora le cose stanno migliorando, ma non si tratta solo di come manteniamo quella posizione. Man mano che il blocco inizia ad allentarsi in altre parti della società, la gente si aspetterebbe che si attenuasse nelle case di cura e le case di cura sono disperate per poter riportare le famiglie in contatto con i residenti e vi sono gravi rischi.”