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Questo coronavirus e la malattia che porta, il Covid-19, sono ancora un frutto recente della natura. I ricercatori e gli esperti medici stanno cercando di scoprire sempre nuove informazioni, su come si muove il SARS-Cov-2 e su cosa potrebbe aumentare i rischi di contagio o di sviluppare la patologia. Un nuovo studio indica, per esempio, che il tipo di sangue di una persona può fare la differenza.

Ovviamente, come in molte ricerche del genere, si fa più che altro riferimento ai geni. Ci sono dei geni che rendono una persona più predisposta o meno a una malattia. In questo caso, si è visto che i geni dei gruppi sanguigni hanno un peso specifico nello sviluppo dei sintomi.

I pazienti con il sangue di tipo A hanno il 50% di finire per aver bisogno di ossigeno e quindi di essere attaccati a un ventilatore polmonare. Al contrario, il tipo 0 risulta essere quello più protetto da un esacerbazione dei sintomi.

 

Coronavirus: il sangue fa la differenza

Per arrivare a questo scoperta, sono stati esaminati i campioni di sangue di 1.1610 pazienti arrivati da diversi parti di Europa: Germania, Italia, Spagna e Norvegia. Tutti questi avevano in comune la necessità di essere attaccati a un ventilatore. In aggiunta, sono arrivati i campioni di altre 2.205 che però non erano state infettate dal coronavirus.

Analizzando le differenze tra i geni dei due gruppi, ma soprattutto i punti in comune, si è vista questa disparità tra il gruppo di tipo A e il tipo 0 nell’affrontare il coronavirus. Questa scoperta, che comunque va approfondita, potrebbe portare alla nascita di test specifici che potrebbe dire se una persona rischia di sviluppare sintomi gravi o meno.