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Ormai siamo abituati a pensare che i giornali cartacei abbiano ridotto il volume di vendita con l’avvento del digitale. È ovviamente così, ma non per l’India. L’industria delle news su carta ha resistito nel paese anche nonostante la rivoluzione informatica degli ultimi anni. A mettere un nuovo e pesante chiudo della tomba ci ha però pensato il coronavirus.

Si stima che da quando la pandemia è iniziata ed è arrivata la quarantena, il 25 marzo, le vendite in tutto il territorio sono diminuite del due terzi. L’effetto principale è stata l’ovvia incapacità di poter stampare, ma c’è stato altro.

Per quei pochi che riuscivano, le consegne andavano male. Uscire a comprarlo significa rischiare di essere picchiati dalla polizia. I ragazzi delle consegne invece giravano lo stesso, ma erano gli stessi abitanti a cacciarli per la paura di vedersi consegnato insieme al giornale anche il virus.

 

I giornali che muoiono in India a causa del coronavirus

Molte redazioni hanno già chiuso sotto il peso dell’economia che vacilla. Le testate più grandi stanno facendo ingenti tagli al personale e dei tagli agli stipendi di chi rimane. Una situazione iniziata parzialmente prima della pandemia e che si è aggravata.

Se già in un paese come il nostro la cui economia è forte, che se ne dica, la quarantena prolungata ha causato molti danni, in una economia come quella dell’India è stata disastrosa. Difatti, sebbene il virus continua a circolare più di prima, la quarantena è stata tolta per impedire un default dell’intero sistema paese. Hanno scelto se veder morire l’economia o i cittadini. La scelta è sembrata quasi obbligata.