pesci blennioidei

Una dieta specializzata e la capacità di adattamento hanno permesso ai pesci della famiglia dei blennioidei (blenny) di uscire dall’acqua e vivere sulla terra. Il nuovo studio fa luce su alcune specie di blennioidei che si sono trasferite dall’acqua milioni di anni fa. In quel periodo i pesci si sono evoluti sviluppando denti in grado di raschiare le rocce per procurarsi il cibo e pelle che può mimetizzarsi con l’ambiente per evitare predatori.

Alcune specie di blennioidei non emergono mai dall’acqua e altre rimangono sulla terra tutto il giorno. Questa ricerca è un’opportunità unica per studiare l’evoluzione dei pesci ed esplorare il passaggio dall’acqua alla terra in un animale vivente. Un alimentazione specializzata ha permesso ad alcune specie di blenny di adattarsi ai cambiamenti ambientali o evolversi per promuovere la specie.

pesci blennioidei

 

L’evoluzione nei blennioidei ha mutato la loro capacità di adattamento rendendoli dei pesci “tuttofare”

Secondo lo studio una dieta flessibile ha permesso ai blenny di uscire sulla terra, ma una volta fuori dall’acqua, questi pesci terrestri hanno dovuto affrontare forti restrizioni sul cibo a loro disposizione. I ricercatori hanno esaminato i dati su centinaia di diverse specie di animali domestici, tra cui dieta, comportamento e la velocità con cui le diverse specie sono emerse dall’acqua.

Queste restrizioni hanno innescato grandi cambiamenti evolutivi nella loro morfologia, in particolare nei loro denti. Questo è servito per adattarsi alle rocce così da foraggiare su alghe e detriti. Alcuni blennioidei vivono esclusivamente sott’acqua, mentre altre possono saltare dentro e fuori da quest’ambiente. Questo non solo altera il loro habitat, ma può alterare la temperatura corporea e i livelli di ossigeno. Altre specie, come il rockskipper, trascorrono la maggior parte delle loro vita sulle roccie.

I risultati suggeriscono che i blennioidei sono dei pesci “tuttofare”, sono flessibili nei tipi di alimenti che possono mangiare e sono flessibili nel lasciare l’acqua per brevissimi periodi di tempo. Questo ha permesso loro di adattarsi ad ogni ambiente. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Functional Ecology.