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Per qualche mese il mondo si è abituato a un cielo quasi privo di aerei, privo delle scie di condensazione che fanno andare ai pazzi i complottisti. Non è stato solo un cambiamento visivo però, per molti è stato anche un cambiamento a livello uditivo. Vivere accanto a un aeroporto significa fare i conti con un continuo via vai di aerei e il silenzio diventa merce rara.

Questa quiete è finita. Un po’ dovunque il settore in questione si sta preparando a ripartire. Tra i tanti aeroporti che stanno riaprendo per dare il benvenuto ai viaggiatori c’è quello parigino di Orly, in Francia ovviamente. I vicini abitanti hanno condiviso la loro esperienza.

 

Il silenzio se ne va con i voli in partenza

Le parole di Yanis Darras, una studentessa che si era abituata al silenzio della quarantena: “Non avere alcun rumore ha cambiato tutto. Ascoltare gli uccelli cantare e ascoltare i bambini che corrono dove vivo io, fa la differenza. La vita era completamente diversa. Avevamo aerei ogni due minuti nelle ore di punta.”

Si tratta del secondo aeroporto più grande della capitale francese e questo implica che di norma gli aerei che partono e che atterranno sono tanti. Il conteggio del mese di aprile dell’anno scorso è stato di 4.851 tra decolli e atterraggi. Nell’aprile di quest’anno, in piena quarantena del paese e del mondo, sono stati 714. Sempre tanti, ma molti di meno.

Tra poco la vita tornerà alla normalità. Se in un primo momento le persone stanno tirando un sospiro di sollievo, ben presto ci si renderà conto anche di come la nostra società sia piena di aspetti irritanti, aspetti che erano spariti durante la quarantena.