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Questa pandemia globale ha colpito più di tutti il settore del turismo e tra le tante compagnie che stanno soffrendo a causa di questo, le compagnie aree sembrano quelle più esposte. La maggior parte si trova così tanto in difficoltà che sembra anche quasi impossibile vederle riprendere il volo. Non solo loro sono state interessate però, anche i produttori di aerei come Airbus si trovano nelle stesse acque.

La compagnia europea in questione si trova in emergenza. Questo martedì ha dichiarato che per far fronte alla situazione ha scelto di tagliare oltre 15.000 posti di lavori. Si tratta dell’11% della forza lavoro totale del società. Un taglio graduale che vedrà la sua fine solo nell’estate dell’anno prossimo.

La nota di Airbus in merito alla notizie del piano di licenziamenti: “Dato che il traffico aereo non dovrebbe tornare ai livelli pre-COVID prima del 2023 e potenzialmente fino al 2025, Airbus ora deve adottare misure aggiuntive per riflettere le prospettive del settore post COVID-19.”

 

Airbus: il taglio dei dipedenti

I paesi che più soffriranno questa decisione sono Germania e Francia con rispettivamente 5.100 e 5.000 dipendenti che verranno licenziati. Il resto della quota verrà coperta dai siti di altri paesi europei come Spagna e Gran Bretagna e molti altri sparsi per il mondo.

Si tratta effettivamente della crisi peggiore che la compagnia ha dovuto mai affrontare, ma secondo alcuni governi, soprattutto la Francia, ha detto che sembra una mossa fin troppo eccessiva. Detto questo, anche l’altro grande nome in fatto di produzione di aerei, Boeing, ha dichiarato ad aprile che ci sarà un taglio del 10% della forza lavoro totale.