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In Cina è stato identificato un nuovo ceppo virale di influenza suina proprio nei maiali. Il suo nome è G4 ed è un diretto discendente del ceppo H1N1 del 2009; è stato visto per la prima volta nel 2011. Di recente ha destato preoccupazioni proprio per la sua carica virale tanto che le autorità cinesi lo hanno definito dal potenziale pandemico.

In sostanza, il virus potrebbe essere in grado di contagiare una vasta area andando a superare anche i confini nazionali cinesi. Allo stato attuale non sembra essere in grado di poter contagiare anche l’uomo, ma mutando nel tempo potrebbe guadagnare questa abilità.

Gli autori dello studio cinese hanno detto queste parole: “Il virus ha tutti i tratti distintivi essenziali dell’essere altamente adattato per infettare l’uomo“. Di virus dell’influenza suina ne sono stati individuati molti nel corso negli anni. Tra il 2011 e il 2018 almeno 179 ceppi diversi, ma il G4 è quello che preoccupa di più.

 

Influenza suina: dobbiamo avere paura?

Su questo virus sono stati fatti diversi test. Sono stati infettati dei furetti, animali spesso presi in esame quando si tratta di studi influenzali visto che possono presentare sintomi simili a quelli umani, nello specifico febbre, tosse e starnuti.

Le parole di James Wood, capo del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Cambridge: “Il lavoro viene come un promemoria salutare che siamo costantemente a rischio di nuova insorgenza di agenti patogeni zoonotici e che gli animali da allevamento, con i quali gli esseri umani hanno un contatto maggiore rispetto alla fauna selvatica, possono fungere da fonte per importanti virus pandemici”.

Servono altri test per potere definire effettivamente se l’uomo corre dei rischi come quelli che stiamo avendo per il coronavirus. Ovviamente l’attuale situazione ci rende più suscettibili a notizie del genere, ma è ancora tutto da chiarire.