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I fossili raramente conservano prove del colore originale di un organismo. Tuttavia dei fossili di ambra di 99 milioni di anni trovati in Myanmar stanno rivelando le tonalità vibranti di alcuni antichi insetti. Una nuova ricerca pubblicata su Proceedings of the Royal Society B evidenzia dozzine di fossili di ambra del periodo cretaceo che contengono ancora prove dei colori originali dei loro occupanti.

La natura, va da sé, è molto colorata. Purtroppo i fossili di solito forniscono una visione opaca e monocromatica del passato. Detto questo, i paleontologi stanno trovando il modo di estrapolare i colori da fossili ben conservati, siano essi dinosauri e rettili volanti o antichi serpenti e mammiferi.

Determinare il colore delle specie estinte è importante perché può fornire importanti informazioni ai paleontologi sul comportamento dell’animale. Ad esempio se ha usato colori stravaganti per attirare compagni o avvertire potenziali predatori, mimetizzarsi per nascondersi, o colori che hanno aiutato l’organismo a regolare la temperatura. Il colore può anche far luce su antichi ambienti ed ecosistemi, in particolare quando si tratta di mimetizzarsi.

 

I fossili hanno preservato perfettamente gli insetti, ma è stata necessaria un’attenta preparazione

Per il nuovo studio, un gruppo di ricerca dalla Cina ha studiato 35 campioni di ambra individuali con insetti fantasticamente conservati intrappolati all’interno. I fossili sono stati trovati in una miniera d’ambra nel nord del Myanmar. L’ambra risale al periodo Cretaceo, circa 99 milioni di anni, l’età d’oro dei dinosauri. Quello che i ricercato hanno ritrovato è essenzialmente resina prodotta da antiche conifere che crescevano in un ambiente tropicale della foresta pluviale. Animali e piante intrappolati in questa resina densa sono stati preservati perfettamente, alcuni con fedeltà realistica.

I colori in natura tendono a rientrare in tre categorie principali: bioluminescenza, pigmenti e colori strutturali. Questi fossili di ambra mantengono i colori strutturali, che tendono ad essere intensi e piuttosto accattivanti (compresi i colori metallici) e sono prodotti da microscopiche strutture di diffusione della luce situate su teste, corpi e arti degli animali. Il tipo di colore conservato nei fossili di ambra si chiama colore strutturale. La nanostruttura di superficie disperde la luce di lunghezze d’onda specifiche che produce colori molto intensi. Questo meccanismo è responsabile di molti dei colori che conosciamo.

Questi fossili di ambra conservano prove dei loro colori strutturali, ma non prima di un’attenta preparazione. Per l’osservazione standard, i fossili sono stati lucidati usando diversi tipi di carta vetrata e polvere di diatomite, per avvicinarsi il più possibile ai fossili senza danneggiarli. Dove aiutava l’osservazione, alcuni pezzi venivano levigati in fette molto sottili, rendendo chiaramente visibile l’insetto e la matrice di ambra circostante quasi trasparente in piena luce. Le immagini degli antichi insetti sono state modificate a Photoshop, ma solo per regolare la luminosità e il contrasto.

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Lo studio potrebbe permettere di recuperare colori strutturali da altri fossili di ambra

Le vespe a cucù sono particolarmente sbalorditive, con la testa, il torace, l’addome e le gambe con tonalità di blu-verde metallico, giallo-rosso, viola e verde. Altri effetti visivi spettacolari includono gli scarabei blu e viola e le mosche metalliche verde scuro. I coloranti blu-verdastri erano attribuiti al mimetismo, ma altre funzioni, come la termoregolazione, non possono essere escluse.

Per verificare se i colori osservati sono stati causati dalle nanostrutture, gli scienziati hanno effettuato alcuni modelli teorici. Hanno studiato un campione di vespa selezionato usando un microscopio elettronico, che ha permesso loro di abbinare i modelli con colori specifici. In particolare, le lunghezze d’onda a 514 nanometri corrispondevano al colore verde-bluastro visto sotto la luce bianca, che corrispondeva perfettamente a ciò che vedevano con i loro occhi.

Gli autori hanno anche analizzato fossili di ambra in cui il colore non era conservato. In questi casi, le nanostrutture sono state gravemente danneggiate, con conseguente colorazione brunastra e nerastra. Questo è un risultato entusiasmante, perché significa che anche altri fossili di ambra potrebbero produrre colori strutturali. È tempo per gli scienziati di rivisitare alcuni vecchi esemplari.