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È lo stesso Bolsonaro a dichiaralo al pubblico, è stato infettato dal coronavirus. I sintomi c’erano, ovvero una febbre superiore ai 38 gradi e una percentuale dell’ossigeno del sangue che era solamente al 96%. A seguito di questa situazione ha deciso di sottoporsi al test e, considerando come ha guidato il paese fino a quel momento, era solo questione di tempo.

Il Brasile è il secondo paese al mondo per numero di persone contagiate. L’ultimo aggiornamento giornaliero ha visto un aumento di 21,486, un numero basso rispetto ai giorni precedenti a causa dei pochi test fatti. Per diversi giorni ci sono stati oltre 40.000 casi ogni 24 ore e adesso il totale è di 1.626.071 mentre i morti sono 65.556.

Il problema principale del paese sud americano nella lotta contro questa pandemia è stata proprio la risposta del governo stesso che ha cercato in tutti i modi di impedire la chiusura totale. Un’economia poco forte, un sistema sanitario già in crisi, l’assenza di linee guida chiare e le poche misure prese hanno portato a questo scenario, uno dei peggiori.

 

Bolsonaro e il negazionismo

Per il presidente del Brasile il virus era solo una farsa fino a poco tempo fa. Nel corso di questi mesi ha licenziato due ministri per la salute perché avevano opinioni diverse dalle sue. È sceso continuamente in piazza a favore delle persone che protestavano contro le misure imposte dai governatori delle regioni i quali sono andati contro proprio al governo centrale. Il risultato è stato finire infettato, anche se al momento la situazione non sembra critica. Ora sarà interessante vedere se il suo approccio al virus cambierà radicalmente.