pinguini feci

I pinguini Adélie sono riluttanti a lasciare le loro uova incustodite nei loro nidi, e ci tengono a non sporcare il nido di feci. Ma i pinguini hanno trovato la soluzione ad entrambi i problemi. Il pinguino si accovaccia, punta la parte posteriore lontano dal nido, solleva la coda e spara via le proprie feci, garantendo così la sicurezza delle uova e la pulizia del nido. Due problemi risolti in un sol colpo (letteralmente, NdR).

Nel 2003, due intrepidi fisici sono rimasti affascinati da questo comportamento e sono stati ispirati a calcolare la risposta a una domanda scottante; quanta pressione possono generare questi pinguini per spingere le loro feci lontano dai loro nidi? Tenendo conto che le strisce defecate possono essere lunghe dai 30 ai 40 cm, le pressioni interne dei pinguini devono raggiungere dai 10 ai 60 kilopascal. Significativamente più elevate della pressione che l’uomo medio può esercitare durante la defecazione. Tale pressione è paragonabile alla metà di quella dei pneumatici delle nostre auto. Questo studio è stato premiato con un Nobel Ig nel 2005.

pinguini feci

Il nuovo studio porta a nuove scoperte sull’espulsione delle feci dei pinguini Adélie

Ora, una coppia di scienziati giapponesi ha approfondito la questione, calcolando la traiettoria delle feci espulse e ricalcolando la pressione rettale. Questi scienziati hanno riferito delle loro scoperte in una bozza di documento che hanno pubblicato sull’ArXiv. Secondo il documento originale del 2003 i pinguini non tengono conto della traiettoria delle feci. Invece, il nuovo studio degli scienziati giapponesi, si è concentrato su una distanza orizzontale. Hiroyuki Tajima e Fumiya Fujisawa sostengono che l’angolo di espulsione non è sempre orizzontale, soprattutto se l’ambiente di riproduzione si trova in una posizione più elevata, o se il pinguino si trova su una roccia mentre defeca, per esempio.

Usando le equazioni di Newton, hanno calcolato che la massima distanza di volo delle feci del pinguino è di 1,34 metri. Tajima e Fujisawa hanno anche rivisitato la questione della pressione rettale richiesta per raggiungere tale traiettoria e hanno scoperto che sarebbe un po ‘più alta della stima originale. Hanno notato, tuttavia, che le loro equazioni semplificate non hanno tenuto conto dell’idrodinamica delle feci nell’aria e nello stomaco.