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Che ci fossero degli attriti tra gli Stati Uniti e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, era già noto. Il presidente Trump ha più volte accusato l’OMS di aver aiutato la Cina a coprire la presenza di un nuovo virus. Dopo settimane di accuse e di minacce di taglio di fondi, il paese ha formalmente avviato il ritiro dall’organizzazione stessa, tutto questo in piena emergenza.

L’avviso è stato inviato dall’amministrazione Trump, l’attuale presidente degli Stati Uniti almeno fino all’inizio dell’anno prossimo, al segretario generale delle Nazioni Unite. Questo vuol dire anche il taglio dei fondi già minacciato, ovvero ben 400 milioni di dollari.

Una tempistica particolare in quanto a novembre ci sono le nuove elezioni. L’uscita avverrebbe di fatto il 6 luglio dell’anno prossimo. Nel caso le elezioni venissero vinte dallo sfidante di Trump, Joe Biden, allora l’uscita verrebbe annullata immediatamente. Le parole dello sfidante: “Gli americani sono più sicuri quando l’America è impegnata a rafforzare la salute globale. Nel mio primo giorno da Presidente, ricongiungerò l’OMS e ripristinerò la nostra leadership sulla scena mondiale.”

 

Gli Stati Uniti e l’uscita dall’OMS

Ovviamente è stata una mossa che ha causato parecchio sdegno, sia tra i sostenitori dell’attuale presidente, ma soprattutto dell’opposizione. Attualmente l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta cercando di coordinare a livello globale la lotta al Covid-19. Una situazione del genere causerà diversi problemi anche c’è da dire che gli Stati Uniti stanno facendo di testa loro già da diversi mesi ormai. “Ritirarsi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in mezzo a una pandemia globale senza precedenti è un’azione sorprendente che mette a rischio la sicurezza di tutti gli americani del mondo.”