Obsolescenza programmata: Apple spiega i motivi al governo canadese

All’inizio del 2020, il colosso della mela morsicata, Apple, si è scagliato contro una class action che l’accusava di truffa ai danni dei consumatori. Il tutto, ovviamente, a causa della vicenda “obsolescenza programmata” verificatasi qualche anno fa. Nonostante Apple abbia più volte spiegato le motivazioni della sua mossa, le denunce non sono mancate ad arrivare. Finalmente, l’azienda ha raggiunto un accordo con i querelanti. Scopriamo insieme di che si tratta.

Tutto bene quel che finisce bene. Dopo mesi di dibattiti, la casa della mela morsicata ha finalmente raggiunto un punto di incontro con in querelanti americani. Tutti coloro che sono stati coinvolti nella questione obsolescenza programmata riceveranno un rimborso in contanti di 25 dollari. Che ne sarà degli utenti europei?

 

Apple: 25 euro come rimborso per l’obsolescenza programmata

Ebbene sì, Apple ha dovuto cedere. La casa ha dichiarato di aver accettato l’accordo per evitare “contenziosi onerosi e costosi”. E’ stata già attivata una pagina web dedicata dove tutti gli utenti americani con un iPhone interessato possono inviare una richiesta di rimborso (entro il prossimo 6 ottobre 2020). Hanno diritto al risarcimento di 25 dollari solo coloro che hanno subito rallentamenti al proprio dispositivo. In America, quindi, la situazione sembra essersi risolta. Lo stesso discorso, però, non vale gli utenti europei.

In Europa, alcune associazioni si sono messe insieme per richiedere un risarcimento degli utenti ad Apple. In questo caso, la cifra richiesta è di 60 euro. Riuscirà Cupertino a trovare un accordo? Restate in attesa per ulteriori aggiornamenti a riguardo.