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Il medico, l’otorinolaringoiatra Matteo Trimarchi, si trovava al Vodafone Village di Milano. Il paziente, un modello di laringe sintetica per l’esattezza, si trovava a oltre 20 chilometri di distanza, all’ospedale San Raffaele; Grazie al 5G.

il medico ha potuto eseguire in tempo reale un intervento di microchirurgia laser transorale. In pratica, si è trattato di rimuovere un polipo da una corda vocale. Un intervento reso possibile da una combinazione di bassa latenza, banda ultra larga e alta affidabilità della tecnologia 5G.

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5G, combinazione tra tecnologia e sanità

Ciò ha permesso al chirurgo di azionare in tempo reale i laser e le pinze del robot che ha materialmente eseguito l’intervento. Ricevendo, con la stessa rapidità, un video stereoscopico dell’area sulla quale stava operando.

È insomma un assaggio della medicina del futuro quello che è stato offerto in occasione del 5G Healthcare, un evento durante il quale l’azienda di telefonia ha mostrato alcune applicazioni di questa nuova tecnologia a livello sanitario.

Oltre alla chirurgia da remoto, sono stati presentati altri due nuovi progetti. Il primo, realizzato in collaborazione con Exprivia-Italtel e Humanitas, permette a tecnici e medici di collaborare durante e dopo l’esecuzione di esami radiologici. L’idea è che più figure possano visualizzare i risultati in tempo reale, rendendo più accurate le diagnosi.

Sempre più progetti di ultima generazione

Il secondo progetto, che insieme a Humanitas coinvolge questa volta il Politecnico di Milano, è dedicato al monitoraggio remoto dei pazienti affetti da patologie respiratorie. L’elaborazione di dati rilevati in modo continuo permette di facilitare l’accesso alle cure, prevenire le fasi acute e ridurre così i costi legati all’assistenza ospedaliera.

Progetti che si aggiungono ad altri sui quali si sta lavorando da tempo. Come le ambulanze connesse, che permettono un collegamento costante con la centrale operativa, alla quale vengono inviati i parametri vitali ed esami diagnostici per facilitare la presa in carico una volta in pronto soccorso.

Grazie ad una videochiamata, è possibile effettuare il riconoscimento facciale del paziente, così da recuperarne la storia clinica. C’è poi la robotica riabilitativa, che consente a un medico di seguire da remoto una sessione di riabilitazione. Una tecnologia sviluppata con Movendo Technology, che oltre alle immagini restituisce al dottore anche i dati di bio-feedback generati dal dispositivo.