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Il telescopio spaziale Hubble fotografò anni fa una delle stelle più interessanti dell’universo. La stella in questione si chiamava “M31_V1” e si trovava nella galassia di Andromeda, la galassia più vicina alla nostra Via Lattea. Prima che questa particolare stella fosse studiata da Edwin Hubble, astronomo e astrofisico statunitense che ha ispirato il nome del telescopio spaziale Hubble, non sapevamo se esistessero altre galassie.

 

Quello che sappiamo sul nostro universo è una goccia, ciò che non sappiamo un oceano

Di recente, circa cento anni fa, credevamo che la Via Lattea potesse essere tutto il nostro universo, ma la scoperta di M31_V1 cambiò tutto. Questa stella è conosciuta come una “variabile cefeide”, stelle che possono essere utilizzate come parametri per misurare le distanze in tutto l’Universo. Nel 1924, grazie a queste stelle, Hubble misurò la luce di 35 stelle variabili per misurare la distanza di M31_V1, collocandola a circa 900.000 anni luce da noi; troppo lontano per poter far parte della nostra galassia.

Con tecniche di imaging avanzate e misurazioni più accurate, ora sappiamo che Andromeda si trova a circa 2,4 milioni di anni luce di distanza. Ma il valore di Hubble di 900.000 era sufficiente a rivelare che la nostra galassia non era che una minuscola “isola” in un universo molto più vasto. Quante galassie ci sono là fuori? Con Andromeda, ne conoscevamo almeno due. Ma da allora abbiamo scoperto che non ci sono due, o dieci, o centinaia, o migliaia, o milioni, ma probabilmente miliardi di galassie, ciascuna ospitante centinaia di miliardi di stelle.

 

La mappa sarà utilissima per conoscere quello che ci circonda e che non conoscevamo fino a pochissimo tempo fa

La nostra Via Lattea ospita infatti tra i 100 e i 400 miliardi di stelle. Probabilmente ci sono più stelle nell’Universo che granelli di sabbia su tutte le spiagge della Terra messe insieme, ma come possiamo saperlo? Ebbene, dai giorni dell’incertezza, in cui Hubble “prendeva le misure” di una manciata di stelle in una galassia, lo Sloan Digital Sky Survey ha pubblicato una nuova mappa il 19 luglio, che mostra la foto più completa dell’Universo mai realizzata; ci sono voluti vent’anni per comporla e contiene 4 milioni di galassie.

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Ognuno dei punti luminosi mostrati sulla mappa non è una stella, ma una galassia piena di stelle. Si notano grandi galassie rosse, le più vecchie, più vicine alla Via Lattea; galassie blu, più giovani e più distanti; e le più lontane galassie che ospitano un buco nero supermassiccio centrale, che si ritiene costituisca il nucleo della maggior parte delle galassie. Questi buchi neri possono diventare gli oggetti più luminosi nell’universo e sono conosciuti come “quasar“.