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Il Messico è diventato ormai il terzo paese al mondo per decessi dovuti a Covid-19, dietro gli Stati Uniti e il Brasile. Tuttavia, in queste ore il Vietnam sta lottando per “domare” un focolaio che si sta diffondendo in una delle sue località balneari più famose e frequentate. La Cina, epicentro della pandemia, ha invece riportato un calo di oltre il 50% nei casi recentemente confermati, a riprova del fatto che il suo ultimo importante focolaio, scoppiato nella regione nord-occidentale dello Xinjiang, potrebbe essere stato controllato con successo.

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Tuttavia, a Hong Kong, le infezioni continuano a salire, con oltre 100 nuovi casi segnalati in una popolazione di 7,5 milioni di persone. I funzionari hanno ripristinato le restrizioni e inasprito le regole relative all’uso delle mascherine. I pubblici ministeri della Corea del Sud hanno arrestato l’anziano leader di una setta religiosa segreta legata a oltre 5.200 dei 14.336 casi confermati del paese, la quale ha negato le accuse di nascondere membri e sottostimare i contagi per evitare una rigida quarantena.

 

Nonostante molti paesi stiano “riaprendo”, la circolazione del coronavirus non accenna a rallentare

In Vietnam, tre persone sono morte a causa di complicanze riconducibili al coronavirus, hanno fatto sapere le autorità vietnamite, appena un giorno dopo il “traguardo” di 99 giorni senza casi locali. Tutti e tre i pazienti sono morti in un ospedale di Da Nang, un punto particolarmente caldo dell’epidemia nel paese, che solo la settimana scorsa ha fatto registrare oltre 100 casi. Migliaia di visitatori erano stati in città per le vacanze estive e ora saranno estesi i controlli alle frontiere, in particolare ad Hanoi. Dodici casi aggiuntivi sono poi stati confermati sabato, tutti collegati all’ospedale Da Nang.

L’India, invece, ha registrato il picco record di 57.118 nuovi casi nelle ultime 24 ore, portando il numero di contagiati vicino ai 1,7 milioni, con 1 milione di infezioni registrate solo nel mese di luglio. Il ministero dell’aviazione civile del paese ha rinviato la ripresa dei voli internazionali di un altro mese, estendendo lo stop fino al 31 agosto, anche se saranno ancora consentiti i voli internazionali di Stati Uniti, Europa e Medio Oriente per evacuare i cittadini bloccati.

 

Gli USA affrontano in questi giorni il problema della riapertura delle scuole

Negli Stati Uniti invece, il paese più colpito al mondo dalla pandemia, il Board of Education del distretto scolastico di Salt Lake City, nello Utah, ha annunciato che le scuole inizieranno l’anno con sole lezioni online, a causa del numero crescente di casi confermati in città. Pochi giorni dopo la riapertura delle scuole pubbliche dell’Indiana, infatti, almeno uno studente e un membro dello staff scolastico nei distretti di Indianapolis sono risultati positivi al coronavirus. Il dibattito sull’apertura delle scuole è stato innescato dalle parole del dottor Anthony Fauci, in risposta ad un tweet del presidente Donald Trump, sostenendo che l’altissimo numero di contagi negli Stati Uniti sia dovuto all’alto numero di tamponi effettuati.

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Fauci ha affermato che l’entità dell’epidemia degli Stati Uniti è il risultato di molteplici fattori, tra cui alcuni Stati che si aprono troppo rapidamente e ignorano le linee guida federali. Venerdì, il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità ha poi previsto che gli effetti della pandemia si faranno sentire perdecenni a venire“. “La maggior parte della popolazione mondiale rimane esposta a questo virus, anche nelle aree che hanno già subito gravi focolai“, ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Sebbene lo sviluppo del vaccino stia procedendo a velocità record, dobbiamo imparare a convivere con il coronavirus e dobbiamo combatterlo con gli strumenti di cui disponiamo“, ha concluso.