riscaldamento

Una ricerca pubblicata questa settimana sulla rivista scientifica Earth System Dynamics riporta che i modelli climatici più sensibili stimano al rialzo il cambiamento delle temperature collegato al riscaldamento globale registrato negli ultimi 50 anni. Tre scienziati dell’Università di Exeter hanno studiato i risultati di complessi modelli climatici e li hanno confrontati con le osservazioni della temperatura risalenti fino agli anni ’70: i recenti sviluppi nella modellazione delle nuvole hanno prodotto modelli che rappresentano una marcatasensibilità” all’aumento delle concentrazioni di gas serra.

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Un sottoinsieme di modelli ha persino dimostrato che un raddoppio delle concentrazioni di anidride carbonica nell’aria potrebbe portare ad un aumento delle temperature di oltre 5 gradi, mettendo in discussione quanto stabilito con l’accordo di Parigi sul clima e dubitando del fatto che i relativi obiettivi siano raggiungibili nonostante i massimi sforzi delle nazioni contraenti. L’autore principale dello studio, la candidata al dottorato Femke Nijsse dell’Università di Exeter, ha dichiarato: “Nello studio dei modelli climatici siamo stati in grado di sfruttare il fatto che grazie alla regolamentazione delle emissioni, l’inquinamento atmosferico sotto forma di aerosol ha smesso di aumentare in tutto il mondo, consentendo ai gas serra di incidere ancor di più sul processo di riscaldamento globale“.

 

Secondo gli esperti, nel processo di riscaldamento globale sono improbabili stime al ribasso per quanto riguarda le temperature

L’incremento delle temperature che si verifica all’aumento delle concentrazioni di CO2 nell’atmosfera è chiamata appunto “sensibilità climatica di equilibrio“. Lo studio ha inoltre rilevato che, sulla base dell’ultima generazione di modelli climatici, la sensibilità al clima di equilibrio è probabilmente compresa tra i 2 e i 3,5 gradi. Il coautore dello studio Mark Williamson, del Global Systems Institute di Exeter, ha aggiunto: “Il riscaldamento globale cui stiamo assistendo, iniziato all’incirca nel 1970, ci consente di dare uno sguardo ancora più preciso sul tasso di cambiamento climatico cui assisteremo in futuro“.

Lo studio ha quindi stabilito che sarebbe possibile escludere stime al ribasso della sensibilità al clima dal momento che, in generale, tali stime non sono coerenti con i cambiamenti climatici verificatisi in passato sulla Terra. Il professor Peter Cox, che ha partecipato allo studio, ha dichiarato: “È bello osservare che l’attenzione della comunità scientifica sta ora convergendo sulla questione della sensibilità al clima di equilibrio. Per oltre quarant’anni, gli scienziati hanno cercato di determinare questo elemento e sembra che ci stiamo finalmente avvicinando ad una risposta“.