BioVyzr

Qualcuno disse che prima o poi avremmo dovuto iniziare ad abituarci a convivere con il coronavirus Sars-Cov2, in attesa che un vaccino sicuro veda la luce e contribuisca ad arginare la cavalcata del virus in tutto il mondo. Strumenti fondamentali nella lotta al nuovo coronavirus sono infatti i dispositivi protettivi individuali, ossia le mascherine che ormai tutti noi (si spera) abbiamo imparato ad accettare nella nostra quotidianità.

BioVyzr

Di qualsiasi tipo esse siano, le mascherine protettive non riescono però a garantire una protezione totale dal patogeno e spesso sono così poco pratiche da scoraggiarne l’utilizzo per periodi prolungati, nonostante siano dispositivi fondamentali per contenere la circolazione del virus. Occhiali appannati e lieve sensazione di oppressione sono “sintomi” con cui il cittadino medio deve ormai fare i conti ogni giorno, ma questi inconvenienti potrebbero avere le ore contate.

 

BioVyzr promette una protezione totale, al prezzo di un discreto ingombro

La soluzione si chiama BioVyzr ed è un “casco” dall’aspetto piuttosto futuristico che promette una protezione davvero notevole dal coronavirus. Il bizzarro design del dispositivo aveva per la verità destato alcune preoccupazioni nei suo ideatori, che sono però svanite quando il progetto ha raccolto circa 622.000 dollari attraverso piattaforme di crowdfounding. BioVyzr è stato realizzato dall’azienda canadese Vyzr Technologies e riesce a schermare tutta la parte superiore del nostro corpo, inclusa naturalmente la testa, da ogni tipo di particella atmosferica o patogeno. Un grande schermo trasparente consente di vedere davanti a noi, mentre uno strato in neoprene garantisce al casco aderenza alle spalle dell’utilizzatore.

BioVyzr

Essendo presente una ventola con filtro, BioVyzr permette di respirare aria pulita per circa 12 ore, garantendo standard di protezione pari a quelli delle mascherine FFP2 ed evitando gli inconvenienti derivanti dalla mascherina di cui sopra. Uno dei punti a favore della rivoluzionaria visiera è il suo peso, pari a circa 1,3 chilogrammi inclusa la batteria; in secondo luogo, il prezzo di 217 euro, a cui va aggiunto periodicamente il prezzo di ricambio dei filtri, ha allettato notevolmente gli investitori, al punto che circa 2.000 finanziatori hanno deciso di investire sul progetto.