Dito a scatto

Tra le patologie infiammatorie dei tessuti molli extra-articolari il dito a scatto è sicuramente la più diffusa. È un’infiammazione che colpisce le guaine sinoviali, ossia i tessuti connettivi che hanno il compito di proteggere i tendini.

In questo articolo spiegheremo di cosa si tratta e come affrontare questo fastidioso disturbo. Cercheremo di capire il meccanismo che si inceppa quando si verifica il “dito a scatto”.

 

Cosa significa il dito a scatto?

Il movimento delle dita della mano è governato dall’insieme di ossa, muscoli, legamenti, tendini e nervi che la compongono. I tendini flessori delle dita della mano sono connessi sia ai muscoli intrinseci, sia ai muscoli estrinseci, ovvero i muscoli dell’avambraccio. Questi muscoli sono i principali responsabili dell’estensione e della flessione delle dita.

Tramite una guaina fibrosa chiamata puleggia, i tendini sono poi collegati alle ossa che costituiscono lo scheletro del polso e della mano: le ossa carpali, quelle del metacarpo e delle falangi. La puleggia forma una sorta di canale all’interno del quale i tendini sono liberi di scorrere; la guaina sinoviale che li protegge produce un liquido che impedisce la frizione e facilita il movimento del tendine.

Cosa succede se questo meccanismo si inceppa? Se la membrana protettiva che avvolge il tendine si infiamma, diventa più spessa e, invece di facilitare lo scorrimento del tendine, lo ostacola. Il tendine si infiamma a sua volta e si ingrossa formando un nodulo che impedisce lo scorrimento: il dito piegato, per ritornare nella posizione flessa, fa uno “scatto”, simile al rumore di un grilletto.

dito a scatto

Le cause del “dito a scatto”

Le cause dell’infiammazione ai tendini flessori delle dita non sono certe ma una serie di fattori influiscono sul verificarsi della patologia:

  • attività ripetitive: la continua sollecitazione dei tendini della mano, dovuta a sforzi o a movimenti ripetuti, può causare l’infiammazione dei tendini flessori. Non a caso, tra le persone maggiormente colpite ci sono i musicisti e tutte le categorie professionali che utilizzano in maniera continuativa alcuni strumenti come forbici o cacciaviti. Anche l’abitudine di digitare SMS o email sul cellulare usando solo i pollici, può contribuire insorgere di questa patologia.
  • Patologie concomitanti:ad esempio, la gotta, il diabete, l’artrite reumatoide o la rizoartrosi possono accompagnare o causare il “dito a scatto”.
  • Sesso ed età: in rari casi il “dito a scatto” può essere congenito. Normalmente si verifica dopo i 40 anni e colpisce specialmente le donne. Difatti, con l’invecchiamento, il nostro corpo perde la capacità di sintetizzare il collagene, la principale sostanza di cui sono composti i tessuti molli. I tendini, quindi, si indeboliscono e sono sempre più soggetti a patologie infiammatorie.
  • Traumi della mano: un piccolo incidente mentre fai sport, una caduta dalla bicicletta o anche l’utilizzo continuativo di macchinari che vibrano o che sollecitano in maniera continuativa i tendini possono causare dei microtraumi e una conseguente tenosinovite.

La tenosinovite stenosante può colpire un solo dito della mano o anche più dita contemporaneamente. Solitamente lo scatto, o comunque la difficoltà di piegare o estendere le dita, si verifica al risveglio al mattino per poi attenuarsi durante il corso della giornata.

dito a scatto

Come contrastare il “dito a scatto”

Se abbiamo già riscontrato alcuni dei sintomi di cui abbiamo parlato, evitiamo qualsiasi attività fisica che possa sollecitare i tendini e aggravare l’infiammazione. Ecco invece cosa viene consigliato per alleviare il dolore causato dal “dito a scatto” e contrastare l’infiammazione:

  • Riduci o sospendi ogni attività che ti procura dolore.
  • Se compi spesso dei movimenti ripetitivi con le dita, fai delle pause frequenti.
  • Applica il ghiaccio sulle dita coinvolte dall’infiammazione.
  • Utilizza un tutore per mantenere le dita infiammate a riposo.
  • Rivolgiti immediatamente al tuo medico.

Tra le terapie mediche consigliate per contrastare l’infiammazione, ci sono la magnetoterapia, la crioterapia e il laser. Nei casi più gravi di tenosinovite, potrebbe essere necessario ricorrere a infiltrazioni di cortisone o alla chirurgia: l’intervento più comune si svolge in day hospital e consiste nell’incisione di una piccola zona alla base del dito infiammato, per liberare il tendine e permettere nuovamente il suo scorrimento all’interno della guaina.