spazio-rientro-terra-nasa

Ogni giorno lo spazio viene scrutato da esperti. Alcuni sono in cerca di nuove cose da scoprire, altri sono impegnati a imparare qualcosa di più sugli oggetti cosmici già identificati mentre altri hanno tutt’altro compito. Molti occhi hanno la responsabilità di scoprire eventuali rocce spaziali, o altro, che viaggiano in direzione della Terra. Di recente, è stato individuato qualcosa del genere, ma non è un asteroide o una cometa.

Il 25 agosto è stato individuato un piccolo oggetto che aveva come traiettoria proprio il nostro pianeta. Visto questa possibilità, i ricercatori hanno prestato particolarmente attenzione al suddetto. Dopo poco, si sono accorti che si trattava di qualcosa di particolare e quasi imprevisto.

Oltre 55 anni dopo il suo lancio dello spazio, una vecchia navicella della NASA ha fatto la sua ricomparsa, l’Orbiting Geophysics Observatory 1, o accorciato OGO-1. Alla fine quest’ultimo è arrivato e si è distrutto nel rientro dell’atmosfera terrestre impedendo quindi l’inizio di qualcosa solo visto nei film di fantascienza.

 

Ritorno dallo spazio: un satellite del passato

OGO-1 era un satellite messo in orbita nel lontano 1964. Il suo compito era abbastanza standard, studiare la magnetosfera e l’atmosfera del nostro pianeta, ma anche lo spazio di distanza con la Luna e l’effetto che aveva il Sole intorno sempre alla Terra. Dopo cinque anni aveva smesso di funzionare e nel 1969 andò in standby.

A OGO-1 seguire altri satelliti della stessa serie fino ad arrivare OGO-6. La parte interessante è che il primo della serie a essere lanciato è stato anche l’ultimo a tornare sulla Terra, a rientrare distruggendosi per essere più precisi. Il precedente a tornare è stato OGO-5, anche lui dopo parecchi anni ovvero nel 2011; era stato lanciato nel 1968.